
Rex Stout.

NERO WOLFE E IL CASO FYFE.


Titolo originale: A Window for Death. 1956.
Traduzione di: Hilia Brinis.
1983 Arnoldo Mondadori Editore, Milano.
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione. di Marco Polillo.
.
"Vedete"  disse  una  volta  Rex  Stout  a  un  giornalista   che   lo
intervistava  sulle  origini dei suoi personaggi,  "nella narrativa ci
sono due tipi di personaggi: quelli creati e quelli costruiti. Amleto,
per esempio,   un personaggio creato,  cos come Anna  Karenina.  Nel
caso  degli  autori  molto  fecondi  come  Dickens  e  Balzac  facile
distinguere gli uni dagli altri. I personaggi creati hanno vita, hanno
una solida realt e si sente che l'autore stesso non sa di  dove  sono
venuti. Sono l, esistono. Poi ci sono gli altri, quelli costruiti. Ed
  palese  che  l'autore  li  ha  fabbricati  perch  ne aveva bisogno
nell'economia del racconto.  La distinzione  facile  per  i  veterani
della  narrativa.  Nero  Wolfe  e  Archie  Goodwin  sono creati,  come
Amleto."
Presunzione? E' possibile, se  vero,  come sostengono i suoi biografi
ufficiali,  che una volta Rex Stout, con l'aria pi serafica di questo
mondo, espresse a uno sbalordito Thomas Mann la severa opinione che il
pi grave difetto della letteratura tedesca era per l'appunto  di  non
essere  riuscita  a  creare  dei  personaggi veri,  ma solo dei banali
stereotipi. Presunzione, dunque,  ma anche la consapevolezza di essere
uno  dei  pochissimi  grandi autori di narrativa gialla a non aver mai
avuto, in patria e all'estero, cali di vendite o di popolarit.  Terzo
autore  in  ordine  di  tempo  a essere insignito del titolo di "Grand
Master" dall'associazione dei "Mystery Writers" degli Stati Uniti, Rex
Stout  pu  vantare  l'invidiabile  curriculum   di   una   produzione
quantitativamente  imponente (trentaquattro romanzi e trentotto lunghi
racconti) ma sempre qualitativamente di ottimo livello.  Probabilmente
uno  dei segreti del suo successo sta nel non aver mai voluto cambiare
nulla nei suoi personaggi, nonostante il passar degli anni e l'avvento
di nuovi stili e di nuove mode nella letteratura  poliziesca.  Tra  il
primo  romanzo scritto nel 1934 e l'ultimo pubblicato nel 1975 ci sono
oltre quarant'anni di differenza,  ma siamo sicuri che il lettore  che
non  conoscesse  le  date  non  riuscirebbe  mai a indovinare una tale
distanza: l'impianto delle storie,  le  situazioni  stesse  sono  cos
nitide,   cos   tipicamente   ripetitive,   che  sono  immediatamente
attribuibili alla penna  di  Stout,  e  i  due  personaggi  sono  cos
immutabili  in  ogni  pi piccolo particolare da sembrare scolpiti nel
tempo.  Si tratta di una  fedelt  a  uno  stile  e  una  costanza  di
rendimento   difficilmente   riscontrabili   in   altri   autori.   Se
consideriamo, per esempio, la produzione di Ellery Queen, vediamo come
non solo lo stile sia cambiato  pi  volte  in  una  trentina  d'anni,
spostandosi  a  poco  a  poco  dal giallo psicologico anni Trenta,  al
giallo americano di  impostazione  pi  moderna,  ma  come  sia  anche
cambiato   il   personaggio  principale,   il  giovane  Ellery  Queen,
modificando  atteggiamenti,  comportamenti,  fisionomia,   addirittura
certi  lati  del  carattere.  E  che  dire  di Agatha Christie?  Degli
incredibili salti di qualit che ci sono da romanzo a romanzo, e della
figura stessa di Poirot,  prima sorretto  da  una  spalla  (il  fedele
capitano Hastings) e poi lasciato solo?
Certamente  Stout amava i suoi personaggi;  il suo era un rapporto ben
diverso da quello che legava altri famosi scrittori alle loro creature
(ricordate gli "assassinii" di Sherlock Holmes e di Hercule  Poirot  a
opera di Conan Doyle e di Agatha Christie?).  Un rapporto cos stretto
che imped,  per esempio,  una pi  ampia  diffusione  cinematografica
delle  loro  storie.  Stout  non  voleva  che  altri scrivessero nuove
avventure per Archie e Nero,  guardava con sospetto  e  diffidenza  le
sceneggiature  preparate  sul materiale gi esistente,  e non riusciva
mai a identificare i  "suoi"  personaggi  negli  attori  che  dovevano
interpretarli.  Una  volta,  raccontano  sempre  i suoi biografi,  Ian
Fleming gli propose la stesura di un romanzo nel quale James Bond e il
suo capo, il misterioso M,  dovevano apparire insieme a Nero Wolfe e a
Archie  Goodwin.  Stout  ci  pens  un  attimo,  poi scosse la testa e
apparentemente dispiaciuto  bocci  il  progetto.  "Non    possibile"
spieg, "Bond si sarebbe preso tutte le ragazze."
Eppure nonostante questo amore, Stout non dedicava molto tempo ai suoi
due  investigatori:  una  quarantina  di giorni all'anno.  Era questo,
infatti,  il tempo che mediamente impiegava per scrivere  una  storia.
Quaranta giorni di grande concentrazione, iniziando preferibilmente il
10  o  il 12 di gennaio,  e soprattutto di grande divertimento perch,
come ripeteva spesso,  "se io non mi diverto nello scrivere un  libro,
nessuno si divertir a leggerlo".
.
Marco Polillo.
...
.
...
Agosto 1955. Da sabato 6 a gioved 11.
.
Trovare un filone di minerale d'uranio lungo sei chilometri non  cosa
da tutti i giorni,  e quando il fortunato scopritore decide di tornare
dopo  vent'anni  di  assenza  a  New York,   festa grande fra tutti i
membri della sua famiglia.  Peccato che nel giro di pochi  giorni  una
maligna  polmonite  finisca  per  portare il neo milionario diritto al
creatore.  Ma  sar  stata  davvero  soltanto  una  polmonite?  Questo
racconto  fu  pubblicato per la prima volta in volume nel 1957 insieme
ad altri due nella raccolta intitolata "Three for the Chair".
...
.
...
Seduto alla scrivania,  Nero Wolfe guardava con  astio  il  visitatore
installato  nella  poltrona  di pelle rossa.  Io ero girato in modo da
dare le spalle al mio tavolo e avevo il solito taccuino a  portata  di
mano.
L'astio  di Wolfe era dovuto in parte a principi generali ma,  pi che
altro, al fatto che David R.  Fyfe non aveva telefonato per fissare un
appuntamento.   Particolare  trascurabile,  penserete  voi.  C'era  lo
studio,  al pianterreno  della  vecchia  casa  nella  Trentacinquesima
Strada  Ovest.  C'era  Wolfe,  nella sua adorata poltrona,  intento ad
affilare il temperino sull'apposita pietra per molare  che  di  solito
teneva  in  un  cassetto.   C'ero  io,   Archie  Goodwin,  ansioso  di
guadagnarmi la paga con l'accontentare  tutti  i  capricci  di  Wolfe,
entro certi limiti.  C'era Fritz Brenner di l in cucina, che lavava i
piatti del pranzo e si teneva pronto a servire la birra  a  Wolfe  non
appena  il  campanello  avesse  mandato uno squillo breve e uno lungo.
C'era Theodore Horstmann su nelle  serre,  all'ultimo  piano,  intento
alla cura delle orchidee.  E c'era,  nella poltrona rossa, un tale che
voleva ingaggiare un investigatore,  o non sarebbe  venuto  a  bussare
alla  nostra  porta.  Se non fosse stato per lui e per altri come lui,
Fritz, Theodore e io saremmo stati in giro a cercarci un lavoro, e Dio
solo sa che cos'avrebbe fatto Wolfe.  Ma Wolfe lo guardava con  astio,
perch si era permesso di venire senza prendere appuntamento.
Il  visitatore  sedeva  tutto  proteso  in  avanti,  senza  toccare lo
schienale,  le spalle strette cascanti,  la  faccia  magra  e  pallida
angosciata e stravolta.  Gli davo suppergi una cinquantina d'anni, ma
molti appaiono pi  vecchi  di  quello  che  sono  quando  si  trovano
costretti dalle circostanze ad andare da un investigatore privato. Con
fare  stanco e un po' circospetto,  dopo avere dato nome,  indirizzo e
occupazione - era preside di una scuola media del  Bronx  -  disse  di
volere  che  Wolfe  indagasse  su  una  questione  confidenziale,   di
famiglia.
Coniugale? domand Wolfe,  in  un  tono  che  andava  d'accordo  con
l'astio dello sguardo. No.
L'altro scosse la testa.  Non  una faccenda coniugale.  Sono vedovo,
con due figli gi al liceo.  Si tratta di mio fratello Bertram:  della
sua  morte.  E'  morto  sabato  sera,  di polmonite.  Bisogner che...
insomma, dovr spiegarvi tutto.
Wolfe mi lanci un'occhiata, che io sostenni senza battere ciglio.  Se
lasciava  che  Fyfe  spiegasse,  forse avrebbe dovuto lavorare,  e lui
detestava il lavoro,  specie quando il conto in  banca  era  in  buona
salute. Cos serrai un poco le labbra, nel sostenere il suo sguardo, e
lui allora sospir e torn a rivolgersi al cliente. Fatelo borbott.
Fyfe cominci a raccontare,  mentre io prendevo appunti.  Suo fratello
Bertram era arrivato improvvisamente a New York un  mese  prima,  dopo
un'assenza  di  20  anni,  aveva preso un appartamento nelle Churchill
Towers e si era messo in comunicazione con la  famiglia:  il  fratello
maggiore,  David,  che ora stava parlando con noi, il fratello minore,
Paul, e la sorella,  Louise,  ora signora Vincent Tuttle.  Erano stati
tutti  felici  di  rivederlo,  dopo  tanti anni,  compreso Tuttle,  il
cognato,  e altrettanto felici erano stati di sentire che aveva  fatto
tombola  -  David non si espresse cos,  parl di "colpo di fortuna" -
trovando e aggiudicandosi un filone lungo sei chilometri  di  minerale
d'uranio  vicino a una localit chiamata Black Elbow,  nel Canada.  Fa
sempre piacere sapere  che  un  componente  della  famiglia  ha  fatto
quattrini.
Cos avevano accolto a braccia aperte Bertram,  il caro fratello Bert,
e insieme con lui un giovanotto di nome Johnny  Arrow,  che  lo  aveva
seguito  dal  Canada  e  che  abitava  con lui nell'appartamento delle
Churchill Towers.  Bert  era  stato  molto  fraterno,  aveva  mostrato
interesse  per  i  vecchi ricordi e gli antichi legami;  aveva perfino
chiesto a Paul,  che era un agente  immobiliare,  di  sentire  se  era
possibile riacquistare la vecchia casa di Mount Kisko, dove erano nati
tutti loro e dove avevano passato l'infanzia. Bert, evidentemente, era
tornato con l'intenzione di riprendere il suo posto in famiglia.
Dieci giorni prima,  li aveva invitati tutti a cena per il giorno sei,
sabato,  e poi a teatro;  ma il gioved si era messo a  letto  con  la
polmonite.  Aveva  rifiutato  di  farsi  ricoverare  e aveva insistito
perch cenassero tutti da lui,  come erano d'accordo,  e  perch  dopo
mangiato  si  recassero a teatro;  cos,  si erano dati appuntamento a
casa di Bert,  nel tardo pomeriggio di sabato,  e avevano seguito fino
in  fondo  il  programma,  ritornando  poi nell'appartamento,  dopo lo
spettacolo, per bere un po' di champagne.
O meglio,  lo avevano seguito in quattro:  la  sorella  Louise  e  suo
marito, Johnny Arrow venuto dal Canada, e lo stesso David. Il fratello
minore,  Paul,  aveva dichiarato che non era giusto lasciare Bert solo
con l'infermiera,  ed era rimasto nell'appartamento.  Al loro ritorno,
dopo  lo  spettacolo,  i  quattro  avevano  trovato  un cambiamento di
situazione.  Paul se n'era  andato  e  l'infermiera  aveva  l'uniforme
strappata e dei lividi sul collo, sui polsi e sulle guance. La ragazza
aveva  telefonato  al  dottore perch mandasse un'altra infermiera,  e
intendeva andarsene non  appena  sarebbe  arrivata  la  sostituta.  La
sorella  Louise  si  era  offesa  per  alcune osservazioni fatte dalla
giovane e le aveva ordinato di andarsene subito,  cosa che l'altra non
si era fatta ripetere.
Louise  aveva telefonato al dottore per dirgli che sarebbe rimasta lei
a curare il fratello fino all'arrivo di  un'altra  infermiera.  Johnny
Arrow era scomparso, lasciando sulla scena soltanto David, Louise e il
marito  di  questa;  e David,  dopo essere andato a dare un'occhiata a
Bert,  che dormiva profondamente sotto  l'effetto  della  morfina  che
l'infermiera gli aveva dato per ordine del dottore,  se n'era andato a
casa.
Louise  e  Tuttle  erano  andati  a  coricarsi  in  una  camera   che,
presumibilmente,  era  quella  di  Johnny  Arrow,  ma  poco  dopo  una
scampanellata aveva costretto Tuttle ad alzarsi per andare ad  aprire,
e  fuori  della  porta  c'era  Paul.  Paul  aveva detto d'essere stato
aggredito da Johnny Arrow,  gi nel bar  dell'atrio,  e  per  provarlo
aveva  da  mostrare  tutta  una serie di ammaccature.  Arrow era stato
condotto  via  da  due  agenti.  Paul  pensava  d'avere  una  mascella
fratturata  e  forse  anche una costola o due,  e non se la sentiva di
rifare la strada in  macchina  fino  a  Mount  Kisko,  cos  l'avevano
sistemato su un divano del soggiorno.  Trenta secondi dopo russava gi
e, dopo avere gettato un'altra occhiata nella stanza di Bert, Louise e
Tuttle erano tornati a letto.
Verso le sei  del  mattino,  erano  stati  destati  da  Paul.  Si  era
svegliato  a  sua volta per essere ruzzolato dal divano,  era andato a
dare un'occhiata a Bert e l'aveva trovato morto.  I tre avevano allora
telefonato gi al portiere,  pregandolo di procurare un medico, perch
Bert aveva voluto essere curato dal medico di famiglia  che  conosceva
fin  da  bambino  e  loro  non potevano certo aspettare che il vecchio
dottore arrivasse da  Mount  Kisko.  Naturalmente  avevano  telefonato
anche a lui, il quale era arrivato in un secondo momento.
Wolfe  era  irrequieto.  Dava  sfogo  alla  sua impazienza,  incidendo
cerchietti  con  l'unghia  sul  bracciolo  della  poltrona.  Confido
borbott,  che  a  questo  punto  i  dottori,  o  almeno uno di loro,
giustificheranno la vostra presenza qui e questa lunga tiritera.
No,  signore David Fyfe scuoteva la testa.  I dottori non trovarono
niente  di  sospetto.  Mio fratello era morto di polmonite.  Il dottor
Buhl - quello venuto da Mount Kisko, cio,  il dottor Frederick Buhl -
firm  il  certificato di morte,  e mio fratello  stato sepolto ieri,
luned,   nella  tomba  di  famiglia.   Naturalmente,   il  fatto  che
l'infermiera  fosse andata via rendeva la...  ehm...  la situazione un
po' imbarazzante,  ma non venne sollevata nessuna seria obiezione,  in
proposito.
Allora cosa diavolo volete da me?
Sto  per  dirvelo.  Fyfe  si  schiar  la  gola e,  quando riprese a
parlare,  il suo tono era  pi  guardingo  che  mai.  Ieri,  dopo  il
funerale,  quell'Arrow  ci  ha chiesto di recarci nell'appartamento di
Bert questa mattina alle  undici  per  presenziare  alla  lettura  del
testamento,  e  naturalmente ci siamo andati.  Louise ha portato anche
suo marito. L c'era un avvocato,  un certo McNeil arrivato in volo da
Montreal,  il quale aveva il testamento. Ci ha letto i soliti paroloni
legali ma il succo, in conclusione, era che Bert lasciava tutta la sua
propriet a Paul, a Louise e a me,  e nominava l'Arrow esecutore.  Non
era  indicato  il  valore  dei  beni ma,  da certe cose che Bert aveva
detto,  avrei pensato che il suo patrimonio si  aggirasse  sui  cinque
milioni di dollari, se non addirittura il doppio.
Wolfe smise di agitarsi.
Poi  continu  Fyfe,  il  legale  ha preso un altro documento dalla
cartella. Ha detto che era la copia di un accordo da lui steso un anno
fa per conto di Bertram Fyfe e Johnny Arrow.  Lo ha  letto.  C'era  un
preambolo  in  cui  si precisava che,  per cinque anni,  avevano fatto
insieme ricerche per l'uranio e che, sempre insieme,  avevano scoperto
il giacimento di Black Elbow.  In conclusione,  l'accordo era che,  se
l'uno o l'altro dei due fosse morto,  tutto quanto  sarebbe  diventato
propriet  del superstite,  compresi i beni che erano stati acquistati
dal defunto grazie ai proventi  della  propriet  mineraria.  Non  era
detto  cos,  il  frasario  era  molto  legale,  ma il significato era
questo.
Appena terminata la lettura del documento,  ha preso la parola Johnny
Arrow.  Ha  detto  che  Bert  non possedeva niente che non fosse stato
acquistato con i  proventi  dell'uranio  di  Black  Elbow,  e  che  di
conseguenza  tutto  era  adesso di sua propriet,  comprese le ingenti
somme depositate presso banche canadesi;  ma che Bert,  venendo a  New
York,  aveva  fatto  trasferire  trenta  o quarantamila dollari su una
banca di New York, e che lui,  Arrow,  non intendeva reclamare ci che
restava di quella somma. Quella sarebbe stata l'eredit e noi potevamo
spartircela.
David Fyfe abbozz un gesto vago. Generoso da parte sua, mi sembrava,
dato  che avrebbe potuto reclamare anche quella.  Abbiamo fatto alcune
domande a quell'avvocato, poi siamo venuti via e siamo andati a pranzo
in un ristorante.  Paul era fuori  di  s.  Mio  fratello  Paul    un
impulsivo.  Voleva  andare  alla  polizia,  dire che Bert era morto in
circostanze sospette e  fare  aprire  un'indagine.  Secondo  lui,  nel
vedere  che  Bert si stava riconciliando con la famiglia,  Arrow aveva
avuto paura che intendesse farci lauti doni,  darci magari perfino una
parte  delle  sue  propriet minerarie,  che Arrow poi non avrebbe pi
potuto reclamare il giorno in cui fosse morto Bert; per il che,  aveva
deciso che Bert dovesse morire subito.
Vincent Tuttle,  il marito di mia sorella, obiettava che, quand'anche
la teoria fosse stata esatta,  Arrow non aveva agito in base a quella,
visto  che  ben  due medici competenti avevano confermato che Bert era
morto di polmonite.  Louise e  io  gli  davamo  ragione,  ma  Paul  si
ostinava.  Lasciava  intendere  di sapere cose che noi ignoravamo,  ma
gi, gli  sempre piaciuto mostrarsi un po' misterioso.  Lui insisteva
nel dire che dovevamo andare alla polizia, noi continuavamo a opporci,
e  alla  fine  io stesso ho suggerito un compromesso: incaricare delle
indagini  Nero  Wolfe.   Se  aveste  concluso  che   e'erano   ragioni
sufficienti  per chiamare la polizia,  avremmo fatto come voleva Paul;
se invece non aveste trovato motivo di farlo, Paul avrebbe abbandonato
l'idea.  Paul ha detto di s,  che si rimetteva  al  vostro  giudizio,
perci  ora  sapete  che  cosa  voglio  da voi.  So che vi fate pagare
profumatamente,  ma  questo  non  dovrebbe  richiedere  grandi...  s,
ecco...  voglio  dire che non dovrebb'essere troppo complicato.  E' un
problema piuttosto semplice, vero?
Wolfe mand un brontolio. Pu darsi. Non c' stata autopsia?
Oh, no. Santo cielo, no!
Doveva essere il primo passo,  quello,  ma ormai  troppo tardi,  per
pensarci.  Prima della sepoltura, la si sarebbe potuta fare unicamente
per soddisfare una  curiosit  medica,  ma  per  l'esumazione  occorre
l'intervento  delle autorit.  Se ho ben capito volete che indaghi,  e
arrivi a una decisione, senza attirare l'attenzione della polizia.
Fyfe assentiva enfaticamente. Proprio cos. S, esatto.  Non vogliamo
che circolino voci... non vogliamo scandali...
E'  raro  che  la  gente  lo  voglia  osserv seccamente Wolfe.  Ma
ingaggiare me potrebbe anche voler  dire  far  nascere  uno  scandalo.
Capite,  naturalmente, che semmai trovassi qualche indizio di raggiro,
il tacere o il rivelare la scoperta non dipender pi unicamente dalla
vostra volont.  Se dovessi scoprire  che  ci  sono  le  basi  per  un
sospetto  di omicidio,  non mi presterei certo a farle sparire.  Se le
mie indagini approdassero al presupposto che voi stesso avete commesso
un omicidio, mi riterr libero di agire come creder pi opportuno.
Troppo giusto. Fyfe si  sforz  di  sorridere,  e  in  complesso  ci
riusc.  Ma  so  di non avere commesso crimini,  e dubito che qualcun
altro l'abbia fatto.  Mio fratello Paul  un  po'  impetuoso.  Vorrete
conoscerlo, naturalmente, e anche lui vorr parlarvi.
Dovr  vederli  tutti. Il tono di Wolfe era di mugugno.  Lavoro!  Si
aggrapp a una pagliuzza.  Ma date le circostanze dovr chiedervi  un
anticipo,  come  pegno della vostra buona fede.  Va bene un assegno di
mille dollari?
Non era male come tentativo,  dato che un  preside  di  scuola  media,
padre  di  due  figli,  poteva  anche  non avere mille dollari che gli
crescevano, per cui la faccenda sarebbe andata subito a monte. Ma Fyfe
non tent neppure di mercanteggiare.  Deglut,  poi torn a  deglutire
dopo avere riempito e firmato l'assegno. Mi alzai, presi l'assegno che
lui porgeva e lo porsi a Wolfe.
E' un po' caro disse Fyfe, ma non era una lagnanza, era una semplice
constatazione,  e  d'altra  parte   necessario.  E' il solo modo per
tranquillizzare Paul. Quando riceverete mio fratello?
Wolfe guard l'assegno,  poi lo mise sotto un fermacarte: un blocco di
legno  pietrificato  che  una  volta era servito a un certo Duggan per
fracassare il cranio a sua moglie.  Infine,  guard  l'orologio  sulla
parete:  mancavano  venti  minuti  alle  quattro,  l'ora  della seduta
pomeridiana su nelle serre.
Prima di tutto disse a Fyfe,  ho bisogno di parlare con  il  dottor
Buhl. Potete farlo venire qui per le sei?
David  sembrava  in dubbio.  Posso tentare.  Deve venire fin da Mount
Kisko, ed  un uomo molto occupato.  Non potreste lasciarlo fuori?  Ha
firmato il certificato di morte,  ed  un professionista assolutamente
rispettabile.
Impossibile lasciarlo fuori.  Devo vederlo,  prima di parlare con gli
altri.  Se  pu  essere  qui  per  le sei,  fate in modo che gli altri
arrivino alle sei e mezzo.  Vostro fratello,  vostra  sorella  con  il
marito, e il signor Arrow.
Fyfe lo fissava.  Santo cielo, protest.  Arrow poi no!  Del resto,
non credo che verrebbe. Scosse la testa con enfasi.  No.  Non glielo
chieder.
Wolfe alz le spalle. Allora lo far io. E forse sarebbe meglio se...
S,  la  cosa  potrebbe andare per le lunghe,  e io alle sette e mezzo
ceno.  Se potete combinare con il dottor Buhl,  perch sia qui per  le
nove,  portate  gli  altri  alle nove e mezzo.  Avremo tutta la serata
davanti,  se ce ne  sar  bisogno.  Naturalmente,  signor  Fyfe,  sono
diversi  i  punti  che  ora  potrei chiarire con voi: per esempio,  la
situazione che avete trovato quando,  dal  teatro,  siete  tornati  in
quell'appartamento;  la riconciliazione di vostro fratello Bertram con
la famiglia...  ma tra  poco  ho  un  appuntamento;  inoltre,  potremo
parlarne  pi  diffusamente questa sera.  Per il momento,  vi prego di
dare al signor Goodwin l'indirizzo e il numero di  telefono  di  tutti
gli interessati.
Spost  in avanti la poderosa mole per riprendere in mano il temperino
e ricominciare  pazientemente  ad  affilarlo.  Aveva  intrapreso  quel
lavoro, e perbacco intendeva finirlo.
La situazione ve l'ho descritta disse Fyfe in tono piuttosto brusco.
Vi  ho  praticamente  lasciato intendere che Paul era rimasto da Bert
allo scopo  di  tentare  approcci  con  l'infermiera.  Da  parte  mia,
disapprovo  totalmente il suo modo di fare con le donne.  Ho gi detto
che  un individuo impetuoso.
Wolfe stava saggiando attentamente col pollice il filo della lama.
Perch   vi   interessa   domand   Fyfe,la   faccendadella
riconciliazione?
Unicamente  perch  l'avete  nominata.  Wolfe  aveva ricominciato ad
affilare.   Riconciliazione  in  che  senso,   perch?   Sar  magari
irrilevante,  ma molti degli interrogativi sollevati da un'indagine lo
sono, di solito. Ma non c' fretta, possiamo parlarne stasera.
Fyfe aggrottava la fronte.  E' un vecchio punto  dolente  disse.  La
nota brusca era scomparsa e la voce sonava di nuovo stanca. Forse non
   del   tutto   irrilevante,   perch  potrebbe  spiegare  in  parte
l'atteggiamento di Paul.  Inoltre,  pu darsi che noi siamo fin troppo
sensibili  per  quel  che  riguarda  la  minaccia di uno scandalo.  La
polmonite  un tasto che  scotta,  in  famiglia.  Mio  padre  mor  di
polmonite vent'anni fa, ma la polizia avanz il dubbio che fosse stato
assassinato.  Non soltanto la polizia,  del resto. Pap era a letto in
una camera al piano terreno della  nostra  casa  di  Mount  Kisko,  ed
eravamo in gennaio.  Una notte - una nottataccia,  anzi,  estremamente
gelida - qualcuno apr le due finestre e le lasci spalancate.  Io  lo
trovai  morto,  alle  cinque  del  mattino.  Sul  pavimento  si  erano
ammucchiati trenta centimetri di neve, e c'era neve perfino sul letto.
Mia sorella Louise,  che quella notte lo assisteva,  dormiva  come  un
sasso  su  un divano della stanza accanto.  Si pens che la cioccolata
calda da lei bevuta a  mezzanotte  fosse  stata  drogata,  ma  non  fu
possibile  provarlo.  Le  finestre  non  avevano il fermo,  e potevano
essere state aperte dal di fuori: anzi,  sicuramente era andata  cos.
Mio  padre  era  stato  fin  troppo  avveduto  in certe sue trattative
d'affari - si occupava di immobili - e nella comunit c'erano  persone
che erano state... insomma, che non gli volevano bene.
Fyfe  ripet  il  suo  gesto  un po' vago.  Perci,  vedete,  c' una
coincidenza.  Disgraziatamente,  mio fratello Bert - che allora  aveva
soltanto  ventidue anni - aveva litigato con pap e se n'era andato di
casa.  Stava in una pensione,  a pi di un chilometro di  distanza,  e
aveva trovato lavoro in un garage.  La polizia era convinta d'avere in
mano indizi sufficienti contro di lui per arrestarlo,  e infatti venne
processato;  ma  non  erano indizi conclusivi,  a quanto pare,  perch
venne assolto.  In tutti i casi,  aveva un alibi.  Fino  alle  due  di
quella  notte,  era  rimasto  a giocare a carte con un amico - Vincent
Tuttle, che in seguito spos mia sorella - nella stanza di questi,  l
nella  pensione.  Poco  dopo  le  due,  era cessato di nevicare,  e le
finestre dovevano essere state aperte  molto  prima  che  la  nevicata
cessasse.  Ma  Bert si leg al dito alcune cose dette da noi sul banco
dei testimoni - ossia da Paul,  da  Louise  e  da  me  -  sebbene  non
avessimo  fatto  altro  che dire la verit su cose del resto arcinote:
per esempio, che Bert aveva litigato con mio padre. Lo sapevano tutti.
Il giorno stesso in cui venne assolto,  Bert lasci  la  citt  e  non
diede pi notizie di s: non una parola, per vent'anni. Ecco perch ho
parlato di riconciliazione.
Wolfe  si  era rimesso il temperino in tasca e stava riponendo la mola
nel cassetto.
In realt disse ancora Fyfe,  Arrow si sbagliava nel dire che  Bert
non  possedeva  niente  che  non fosse stato acquistato con i proventi
dell'uranio. Bert non reclam mai la sua parte d'eredit di mio padre,
i legali non riuscirono a rintracciarlo e noi non abbiamo mai  chiesto
di spartircela. Ma il suo quarto si aggirava sui sessantamila dollari,
che nel frattempo sono pi che raddoppiati. Naturalmente, ora verranno
divisi tra Paul,  Louise e me, ma sinceramente la cosa non mi d alcun
piacere. Se debbo essere franco, signor Wolfe, vi dir che mi dispiace
che Bert sia tornato. Il suo ritorno ha riaperto una vecchia ferita, e
ora la sua morte,  il modo in cui  avvenuta,  e il fatto che Paul  si
comporti cos...
Mancava  un  minuto  alle  quattro.  Wolfe stava spingendo indietro la
poltrona, pronto ad alzarsi. S, capisco, signor Fyfe convenne. Una
seccatura da vivo  e  un'afflizione  da  morto.  Date,  vi  prego,  le
necessarie informazioni al signor Goodwin,  e telefonate appena avrete
preso gli accordi per questa sera.
Poi, si diresse alla porta.

Una piccola indagine nel retroscena  spesso d'aiuto,  anche nei  casi
che  in  apparenza non la richiedono,  e dopo che Fyfe se n'era andato
feci alcune telefonate in diversi posti,  raccogliendo una magra messe
di  informazioni  inutili.  David  aveva  insegnato lettere per dodici
anni,  in  una  scuola,  e  da  quattro  l'avevano  nominato  preside.
L'agenzia  immobiliare di Paul,  a Mount Kisko,  non era un colosso ma
sembrava abbastanza solida.  La farmacia di Vincent Tuttle,  sempre  a
Mount  Kisko,  era  di sua propriet,  ed era bene avviata.  David non
aveva dato n indirizzo n numero di  telefono  dell'infermiera,  Anne
Goren,  ma Wolfe li voleva l tutti,  e riuscii a trovarla nella guida
telefonica di Manhattan, elencata come infermiera.  Le prime due volte
che  provai  a  chiamare  trovai  occupato,  le  altre  tre  volte non
rispondeva nessuno.
N mi riusc di trovare Johnny Arrow. Per chiamare gli inquilini delle
Churchill Towers bisogna passare attraverso il centralino,  e feci una
mezza  dozzina  di  tentativi,  lasciando detto che lo avvertissero di
richiamarmi.  Alla fine,  poco prima che Fritz  annunciasse  la  cena,
riuscii  a  parlare  con  Tim Evarts,  assistente del poliziotto della
casa, per voi agente di sicurezza,  e gli rivolsi alcune domande,  con
discrezione.  Le  risposte  erano  a  un tempo in favore e contro.  In
favore,  l'affitto di quell'appartamento di lusso  era  pagato,  e  il
personale del bar e del ristorante aveva simpatia per Johnny Arrow,  e
specialmente per i suoi criteri  in  fatto  di  mance.  Contro,  Arrow
sabato sera aveva preso a pugni un tale, al bar, colpendolo in maniera
ripetuta  e  persistente,  ed era stato portato via dagli agenti.  Tim
diceva che, sotto il profilo tecnico, era stata una bella prestazione,
ma che il bar del Churchill non era il luogo adatto.
Fyfe aveva telefonato per dire che aveva preso accordi con tutti. Alle
nove,  quando il dottor Frederick Buhl  arriv,  Wolfe  e  io  avevamo
finito di l in sala da pranzo,  dopo avere fatto sparire una quantit
enorme di spuma di salmone, ricetta personale di Wolfe,  e un assaggio
di insalatina mista,  ed eravamo tornati in ufficio.  Il campanello di
strada mi riport in corridoio e,  come accesi  la  luce  esterna  per
illuminare  gli scalini,  ci che vidi attraverso il pannello di vetro
della porta, trasparente a senso unico,  mi diede una doppia sorpresa.
Il dottor Buhl, se era lui, non era affatto un vecchio medico condotto
bonaccione  e trasandato;  era un distintissimo signore alto,  eretto,
con i capelli grigi e molto ben vestito.  E con lui c'era una  giovane
in  possesso di punti di distinzione tutti suoi,  discernibili perfino
da una rapidissima occhiata e da una certa distanza.
Aprii la porta.  Lui si  fece  da  parte  per  cedere  il  passo  alla
compagna,  poi la segu,  dicendo d'essere il dottor Buhl e d'avere un
appuntamento con Nero Wolfe.  Non portava cappello sulla bella  chioma
argentea,  per cui non c'era niente per l'attaccapanni,  e io passai a
scortare i due lungo il corridoio e nell'ufficio.  Una  volta  dentro,
lui scocc un'occhiata intorno, poi and verso la scrivania di Wolfe e
disse  in  tono  aggressivo:  Sono  Frederick Buhl.  David Fyfe mi ha
chiesto di venire qui. Che cos' questa storia assurda?.
Non lo so mormor Wolfe.  Parla sempre  a  voce  bassissima  dopo  i
pasti,  a  meno  che  non  sia  provocato.  Sono  stato  assunto  per
scoprirlo. Accomodatevi, prego. La signorina?
E' l'infermiera, la signorina Anne Goren. Siediti, Anne.
Si stava gi sedendo,  in una poltroncina che avevo accostato per lei.
Stavo  rivedendo in parte la mia opinione su Paul Fyfe.  Probabilmente
era stato troppo impetuoso,  ma la tentazione era  stata  forte;  e  i
segni  sul  collo,  sulle  guance  e  sui polsi di lei dovevano essere
superficiali, dato che non avevano lasciato tracce visibili.  Inoltre,
un'uniforme  da infermiera  assai pi provocante dell'abitino di tela
a fiori azzurri che  la  ragazza  ora  indossava  accompagnato  da  un
bolerino  blu.  Perfino  con  quel  vestitino  di  tela,  avrei potuto
anch'io...  ma lasciamo perdere.  Era  l  per  ragioni  d'affari.  Mi
ringrazi per la poltroncina, freddamente, senza sorridere.
Il  dottor  Buhl,  sulla poltrona rossa,  domand: Ebbene,  di che si
tratta?.
Non ve l'ha detto il signor Fyfe? mormor Wolfe.
M'ha detto che Paul pensava che ci fosse qualcosa di  sospetto  nella
morte di Bert e voleva andare alla polizia; che David, Louise e Tuttle
non erano riusciti a fargli cambiare idea,  e alla fine si erano messi
d'accordo per affidare  a  voi  le  indagini  e  accettare  il  vostro
giudizio;  che  era  gi  stato qui,  e che voi volevate assolutamente
parlarmi.  Non vedo per quale ragione.  Sono un medico  stimato  e  ho
firmato un certificato di morte.
S,  questo lo so mormor Wolfe. Ma se il mio giudizio dovr essere
definitivo,   bene che si appoggi  su  fatti  concreti.  Non  ho  mai
pensato  di mettere in dubbio la vostra buona fede nello stendere quel
certificato.  Ma vorrei farvi alcune domande.  Quand' stata  l'ultima
volta che avete visto Bertram Fyfe vivo?
Sabato sera. Sono rimasto da lui una mezz'ora, e sono andato via alle
sette e venti.  Gli altri erano l, stavano cenando nel soggiorno. Lui
non aveva voluto saperne di essere ricoverato.  L'avevo messo sotto la
tenda a ossigeno,  ma continuava a mandare tutto all'aria,  non voleva
saperne.  Non mi riusciva di indurlo  a  starsene  tranquillo,  n  ci
riusciva la signorina Goren.  Soffriva considerevolmente,  o diceva di
soffrire,  ma la temperatura era scesa  a  trentotto  e  due.  Era  un
paziente   difficile.   Non   poteva   dormire,   cos   avevo   detto
all'infermiera di dargli un quarto di grano di morfina appena  fossero
andati  via  gli ospiti,  e un altro quarto di grano un'ora dopo se la
prima dose non avesse fatto effetto.  Ne aveva preso mezzo grano anche
la sera precedente.
Poi siete ritornato a Mount Kisko?
S.
Pensavate che potesse morire durante la notte?
Ma no!
Allora,  quando avete saputo che era morto,  domenica mattina,  siete
rimasto sorpreso?
Naturalmente che sono rimasto sorpreso. Buhl appoggi le mani aperte
sui braccioli della poltrona. Signor Wolfe, se tollero tutto questo 
per fare un favore a David Fyfe.  I discorsi che mi  fate  sono  senza
senso.  Esercito  la  professione  medica da pi di trent'anni,  e pi
della met dei miei pazienti  mi  ha  sorpreso  per  un  verso  o  per
l'altro:   sanguinando   troppo   o  troppo  poco,   facendosi  venire
l'orticaria per aver preso un po' di  aspirina,  rifiutandosi  di  far
salire  il  termometro  pur  avendo tutti i sintomi della febbre alta,
campando quando avrebbero dovuto morire  o  morendo  quando  avrebbero
dovuto cavarsela.  E' un'esperienza universale, questa, comune a tutti
i medici generici. S,  la morte di Bertram Fyfe  stata una sorpresa,
ma tutt'altro che senza precedenti. Ho esaminato il cadavere con molta
cura,  poche ore dopo il decesso,  e non ho trovato niente che potesse
ispirarmi dei dubbi sulle cause della morte.  Cos,  ho rilasciato  il
certificato.
Perch  l'avete esaminato con tanta cura? Wolfe continuava a parlare
a voce molto bassa.
Perch l'infermiera aveva lasciato il paziente nel  bel  mezzo  della
notte  -  era  stata  costretta ad andarsene - e io non ero riuscito a
mandare subito una sostituta.  Il meglio che  avevo  potuto  fare  era
stato  di  trovarne  una  che  poteva prendere servizio alle sette del
mattino dopo.  In tali circostanze,  ho ritenuto opportuno compiere un
esame scrupoloso, prima di firmare il certificato.
E  siete  perci  convinto  che  sia  stata la polmonite a causare la
morte, senza che abbiano contribuito altri fattori?
No,  naturalmente.  La completa  certezza    una  rarit  nella  mia
professione,  signor  Wolfe.  Ma  sono ragionevolmente certo che fosse
corretto rilasciare quel certificato,  che firmarlo fosse  compatibile
con  tutti gli indizi da me osservati,  e che Bertram Fyfe - per dirla
in parole povere - fosse effettivamente morto di  polmonite.  Non  sto
cavillando,  signor  Wolfe.  Tanto  tempo fa,  un mio paziente mor di
polmonite,  ma era una gelida notte d'inverno e qualcuno aveva  aperto
le finestre della camera del malato,  lasciando entrare il freddo e la
neve. In questo caso, invece, era una calda notte estiva e le finestre
erano chiuse. Nell'appartamento c'era l'aria condizionata,  e io avevo
raccomandato  all'infermiera  di  mantenere  il  termostato  di quella
stanza sui 26-27 gradi, cosa che lei aveva fatto,  perch un malato di
polmonite  ha  bisogno  di  calore.  Nel  caso  di cui le parlavo,  le
finestre aperte in una notte gelida furono  senza  dubbio  un  fattore
determinante;  in  questo caso,  invece,  non c'era indizio di fattori
analoghi.
Wolfe  assentiva,   approvando.   Avete  chiarito  ammirevolmente  la
questione,  dottore, ma ne avete sollevata un'altra. Il condizionatore
d'aria.  E  se  qualcuno  avesse  spostato  il  termostato,  dopo  che
l'infermiera  se  n'era  andata,  mettendolo  sul  minimo?  La  stanza
potrebb'essersi  raffreddata  al  punto  da  provocare  la  morte  del
paziente, morte che niente, fino a quel momento, faceva prevedere?
Direi di no.  Ho preso in considerazione tale possibilit.  I signori
Tuttle mi avevano assicurato di non aver toccato il regolatore,  e che
la temperatura nella stanza era rimasta sempre la stessa. Tra l'altro,
in una notte cos calda difficilmente il condizionatore avrebbe potuto
raffreddare  l'aria  al  punto  da  gelarla.  Ma  io desideravo essere
tranquillo su questo  punto,  dato  che  l'infermiera  non  era  stata
presente,  cos  ho  preso  accordi con la casa-albergo perch venisse
fatto un controllo la sera dopo, in quella stessa stanza.  Dopo che il
regolatore  era  rimasto  per  sei ore sul minimo,  la temperatura era
scesa a 20 gradi.  Pochi per un malato  di  polmonite,  sia  pure  ben
coperto, ma certo non letali.
Capisco mormor Wolfe.  Non vi siete fidato delle assicurazioni dei
signori Tuttle.
Buhl sorrise. Che c'entra? Mi sono fidato di loro nella misura in cui
voi vi state  fidando  di  me.  Ma  ho  voluto  essere  pignolo.  Sono
meticoloso, io.
Ottima  qualit.  Lo sono anch'io.  Avevate il sospetto,  con o senza
ragione,  che qualcuno potesse avere "aiutato" la polmonite a uccidere
il vostro paziente?
No. Ripeto, agivo soltanto per eccesso di scrupolo.
Wolfe assent. Bene. Mand un profondo sospiro, poi gir la testa in
modo  da poter fissare l'infermiera.  Durante quella conversazione lei
era rimasta seduta con la schiena eretta,  il mento  alzato,  le  mani
tranquillamente posate in grembo. La vedevo di profilo. Sono ben pochi
i volti femminili che si classificano egregiamente sia di fronte,  sia
di profilo.
Wolfe parl.  Una domanda,  signorina Goren...  o  forse  due.  Siete
d'accordo con tutto quello che ha detto il dottor Buhl... per la parte
di cui siete a conoscenza?
S,  certo. La voce era un po' roca, forse perch aveva taciuto cos
a lungo.
Mi risulta che, mentre gli altri erano a teatro, Paul Fyfe ha tentato
degli approcci, che voi avete respinto. E' esatto?
S.
Questo vi ha costretta a trascurare in qualche modo i vostri  doveri?
Ha interferito con le cure da dedicare al paziente?
No. Il paziente dormiva, ormai, sotto l'effetto del sedativo.
Avete  qualche  commento,  qualche  osservazione da fare?  Sono stato
incaricato da David Fyfe di stabilire se qualcosa,  nella morte di suo
fratello,  giustifichi l'intervento della polizia. Potete dirmi niente
che possa aiutarmi a decidere?
Lei smise di fissarlo per guardare Buhl,  poi riport l'attenzione  su
di lui.  No,  niente disse. Si alz. Naturalmente, ci si aspetta che
un'infermiera si alzi da una sedia senza fare baccano,  ma lei fluttu
letteralmente da una posizione all'altra. C' altro?
Wolfe non rispose e lei si mosse per andarsene. Si alz anche Buhl. Ma
quando lei era gi a met strada verso la porta,  Wolfe la richiam, e
ora il tono non era pi un mormorio: Un momento,  signorina  Goren!.
Lei si gir a guardarlo. Volete accomodarvi, prego? la invit lui.
Anne Goren esit,  guard Buhl,  poi torn verso la poltroncina. S?
domand.
Wolfe la studi brevemente,  poi si rivolse a Buhl.  Finora non vi ho
domandato  disse,  perch  avete portato con voi la signorina Goren.
Non sembrava affatto necessario,  essendo voi del  tutto  preparato  e
qualificato  per  trattare  con  me,  e  quindi  non  c'era ragione di
trascinare anche lei in una faccenda cos delicata.  Ne  avevo  perci
dedotto  che  vi  aspettaste da me delle domande alle quali lei poteva
rispondere e voi no, e che l'aveste portata per questo. Non ho chiesto
il motivo,  perci,  ma ho tentato di provocare qualche reazione della
signorina Goren.  Quando le ho domandato se poteva dirmi qualcosa, lei
ha guardato voi.  E' chiaro allora che qualcosa nasconde,  e  che  voi
sapete  cos'.  Non  posso  cavarvelo  di  bocca,  non  ho  modo n di
blandirvi n di minacciarvi per farmelo dire; ma la mia curiosit si 
svegliata e bisogner in  qualche  modo  soddisfarla.  Pu  darsi  che
preferiate soddisfarla voi stesso.
Buhl,  il gomito sul bracciolo della poltrona, si lisciava il bel naso
diritto tra il pollice e l'indice. Lasci ricadere la mano.  Vedo che
non parlate mai a vanvera disse. S, avete perfettamente ragione. Mi
aspettavo  di sentirvi portare in campo qualcosa che avrebbe richiesto
la  presenza  della  signorina  Goren,  anzi  mi  meraviglio  che  non
l'abbiate fatto. Volevo rifletterci, ma tutto sommato non ho niente in
contrario  ad affrontare io stesso l'argomento.  Nessuno vi ha parlato
delle borse dell'acqua calda?
No, dottore. Nessuno mi ha detto niente di borse dell'acqua calda.
Allora immagino che Paul...  ma non ha importanza quello che io posso
supporre. Ditegli tutto, Anne.
Sa gi tutto ribatt lei, in tono sprezzante. E' stato uno dei Fyfe
ad assumerlo.
Ditemi   tutto   ugualmente  sugger  Wolfe,   per  poter  fare  il
confronto. Il suo metodo, con le donne, non  n quello di Paul n il
mio.
Benissimo. Il grazioso mento di lei  sembrava  lanciare  una  sfida.
Avevo  messo  al  paziente  due borse d'acqua calda,  ai due lati del
torace,  e cambiavo l'acqua ogni due ore.  La cambiai anche poco prima
di andarmene... prima che la signora Tuttle mi ordinasse di andarmene.
Domenica sera,  Paul Fyfe  venuto a casa mia: ho un appartamentino in
comune con  un'amica,  infermiera  anche  lei,  nella  Quarantottesima
Strada.  Ha  detto che,  nel momento in cui scopr che il fratello era
morto, quel mattino,  lui tir indietro le coperte e vide le due borse
di gomma,  ma erano vuote,  per cui le prese e le port nel bagno. Pi
tardi sua sorella,  la signora Tuttle,  le vide e lo chiam per fargli
osservare  che l'infermiera aveva trascurato di riempirle,  e aggiunse
che avrebbe fatto rapporto al dottore.  Lui le domand se  non  avesse
cambiato  lei stessa l'acqua,  prima di coricarsi,  e lei disse di no,
che  non  l'aveva  creduto  necessario  perch   se   n'era   occupata
l'infermiera poco prima di andarsene.
La voce della signorina Goren non era affatto roca, ora. Lui ha detto
a  me  d'avere risposto alla sorella che le borse le aveva vuotate lui
dopo  averle  portate  nel  bagno.  Asseriva  d'averle  risposto  cos
d'impulso,  per  impedirle  di  fare  rapporto  al  dottore su una mia
negligenza, ma d'essersi reso conto, in seguito, che forse aveva fatto
male, perch quelle borse vuote potevano avere qualcosa a che fare con
la morte di suo fratello.  Voleva perci che andassi a cena  con  lui,
per  poterne  discutere  con  calma.  Eravamo  in  piedi  sulla soglia
dell'appartamento, io non l'avevo fatto accomodare, per cui mi limitai
a sbattergli la porta sul naso.  Il giorno  dopo,  cio  ieri,  mi  ha
telefonato tre volte,  e ieri sera  tornato, ma io non gli ho neppure
aperto. Cos, l'ha detto a suo fratello David e l'ha convinto a venire
da voi. Allora, collimano le due versioni?
Wolfe la fissava con cipiglio. Pfui! disse,  e smise di occuparsi di
lei, per tornare a Buhl. Di questo si tratta, allora brontol.
Buhl assent.  La signorina Goren mi ha telefonato domenica sera, per
dirmelo,  e poi di nuovo nella giornata di ieri e in serata.  Pi  che
logico,  dato  che la sua competenza professionale era in discussione.
Vi sembra strano che mi aspettassi di sentirvi toccare l'argomento?
No,  no,  tutt'altro.  Ma non ne sapevo proprio niente.  C'  qualche
probabilit  che la signorina Goren abbia effettivamente trascurato di
mettere l'acqua nelle borse?
Nessuna,  visto che assicura d'avercela  messa.  Ha  fatto  il  corso
all'Ospedale  di  Mount Kisko,  e la conosco bene.  Mi servo sempre di
lei,  se  disponibile,  quando ho un paziente a New York.  Eliminiamo
pure questa possibilit.
Allora  Paul  Fyfe mente,  oppure qualcun altro ha tolto le borse dal
letto,  le ha vuotate e poi le ha  rimesse  a  posto.  Il  che  sembra
insensato.  Non  vedo quale apprezzabile effetto avrebbe avuto la cosa
sul paziente. O sbaglio?
No, no. Sul paziente,  l'effetto era trascurabile. Buhl si pass una
mano  sopra  la  distintissima chioma argentea.  Ma poteva averlo,  e
abbastanza grave,  sulla  reputazione  professionale  della  signorina
Goren,  e in qualche modo io mi sento responsabile. L'ho mandata io in
quella casa.  Non m'avete chiesto un parere,  ma ve lo do  ugualmente.
Secondo me,  Bertram Fyfe  morto di polmonite, senza il contributo di
altri fattori, salvo, forse,  quelli che lui stesso ha fornito: il suo
rifiuto  della  tenda  a ossigeno,  per esempio,  forse perfino la sua
capricciosa insistenza per averli tutti  a  cena,  nonostante  la  sua
malattia.  Da  ragazzo  era  testardo  e,  a quanto sembra,  non  mai
cambiato.  Quanto alle borse dell'acqua calda,  penso  che  Paul  Fyfe
menta.  Non voglio calunniarlo,  ma a Mount Kisko le stravaganze della
sua condotta verso le donne sono note a tutti.  Basta  che  una  donna
colpisca  la  sua  fantasia  e  non  ne  semplicemente attratto: ne 
ossessionato.  Sarebbe in carattere con il suo ben noto  comportamento
se,  vedendo quelle borse nel letto, avesse subito concepito l'idea di
procurarsi un'arma da usare contro la  signorina  Goren  e  le  avesse
portate nel bagno e vuotate.
In  tal caso obiett Wolfe  stato un idiota nel dire a sua sorella
d'averle vuotate lui.
Buhl scosse la testa. Soltanto per metterla fuori strada. Poteva dire
alla signorina Goren d'averle reso quel favore  e,  al  tempo  stesso,
minacciarla,  sia pure tacitamente, di denunciare la negligenza da lei
commessa.  Non dico che non sia stato un  idiota;  spesso  quelli  che
hanno un'idea fissa lo sono.  Dico semplicemente che,  secondo me,  ha
detto la verit a sua sorella e una bugia alla  signorina  Goren.  Per
me,  lui stesso ha vuotato quelle borse. So che verr qui insieme agli
altri,  questa sera,  e vi chiedo di  far  sapere  a  tutti  loro  che
qualsiasi  tentativo  di  accusare  la  signorina  Goren di un atto di
negligenza sar da me profondamente stigmatizzato e contrattaccato con
molta energia.  Consiglier alla signorina di intentare un'azione  per
diffamazione  e  la  sottoscriver.  Se  preferite  che glielo dica io
stesso...
Il  campanello  squill.  Mi  alzai,   andai  in  corridoio  per  dare
un'occhiata fuori, e subito rientrai.
Sono arrivati dissi a Wolfe. David, altri due uomini e una donna.
Lui guard l'orologio. Dieci minuti di ritardo. Fateli entrare.
No!  Anne  era  in  piedi.  Non voglio!  Non intendo trovarmi nella
stessa stanza con quella gente! Dottor Buhl, per favore!
Debbo confessare che ero d'accordo con lei.  Non ero ossessionato,  ma
non  potevo darle torto.  Dopo un istante di esitazione,  fu d'accordo
anche Buhl,  e lo disse a Wolfe.  Wolfe guard la ragazza e decise  di
rendere la decisione unanime.
Sta bene concesse.  Archie,  accompagnate la signorina e il dottore
nell'altra stanza;  poi,  appena saranno entrati gli altri,  li farete
uscire.
Sissignore.  Mentre  andavo ad aprire la porta della stanza verso la
strada,  il  campanello  squill  di  nuovo.  Paul,  che  si  mostrava
impetuoso,  se  avesse  saputo chi c'era l,  probabilmente si sarebbe
affrettato a sfondare il pannello di vetro.

Da come la vedevo io,  mentre sedevo al mio tavolo e tiravo  fuori  il
taccuino  dopo  avere  introdotto  i nuovi venuti e messo fuori Buhl e
Anne Goren, un'indagine su un decesso che aveva meravigliato il medico
curante  stava  per  degenerare  in   un'inchiesta   sui   metodi   di
corteggiamento  di  un  agente  immobiliare:  certo  non  il genere di
indagine  che  Wolfe  potesse  considerare  degno  del  suo  genio,  a
prescindere da qualsiasi compenso,  per cui ero ansioso di vedere come
si mettevano le cose.
D'aspetto,  Paul non era all'altezza della sua fama.  Era pi basso di
me  di  almeno  venti  centimetri,  largo  e  piuttosto grassoccio,  e
probabilmente pensava  di  assomigliare  a  Napoleone;  e  magari  gli
assomigliava  un po',  ma per esserne certo avrei dovuto vederlo senza
l'occhio nero  (il  sinistro)  e  tutt'e  due  le  mascelle  gonfie  e
illividite.  Evidentemente, Johnny Arrow aveva usato entrambi i pugni.
Paul e i Tuttle avevano  occupato  le  tre  poltroncine  allineate  di
fronte alla scrivania di Wolfe, lasciando la poltrona rossa a David.
Louise  era pi alta dei suoi fratelli e pi gradevole d'aspetto.  Per
essere una donna di mezz'et,  non era niente  male,  sebbene  un  po'
ossuta  e  con  i  capelli  tagliati  troppo corti.  Quanto al marito,
Tuttle,  era totalmente  privo  di  capelli.  Il  suo  cranio  lustro,
piuttosto  a pera,  rendeva trascurabili altri particolari come occhi,
naso, mento. Bisognava concentrarvi l'attenzione, per notarli.
Quando rientrai e mi misi a sedere, dopo avere accompagnato alla porta
Buhl e Anne Goren,  Wolfe stava parlando.  ...e  il  dottor  Buhl  ha
dichiarato che,  secondo lui,  vostro fratello  morto di polmonite, e
non in circostanze sospette.  Dato che lui aveva  gi  certificato  il
decesso,  le  cose  rimangono  al  punto di prima. Wolfe guard Paul.
Siete dell'idea, mi dicono, che la polizia dovrebbe essere chiamata a
indagare. E' esatto?
S. E' esatto. Aveva un vocione da baritono e lo faceva valere.
Ma gli altri dissentono. Wolfe spost un poco la testa. Dissentite,
signor Fyfe?
Ve l'ho gi detto. David,  dal tono  e  dall'aspetto,  appariva  pi
stanco che mai. Dissento, s.
E voi, signora Tuttle?
Dissento  anch'io. Scandiva molto le parole,  con voce alta e acuta.
Non sono del parere che si debba andare in cerca di noie.  Lo  stesso
dicasi  per mio marito. Gir la testa da un lato,  con gesto nervoso.
Vince?
E' giusto, mia cara rumoreggi Tuttle. Ti do sempre ragione,  anche
quando la penso diversamente, ma stavolta concordo in pieno,
Wolfe torn a Paul.  A quanto pare,  tutto dipende da voi.  Se andate
alla polizia, che cosa pensate di dire?
Oh, ne dir tante,  di cose. La luce che vi batteva dall'alto faceva
apparire  l'occhio di Paul pi nero di come realmente era.  Dir che,
quando il dottor Buhl  andato via,  sabato sera,  ci ha detto che  le
condizioni  di  Bert  erano  soddisfacenti,   e  che  potevamo  andare
tranquillamente a teatro,  e poche ore dopo Bert era morto.  Dir  che
quell'Arrow si stava facendo bello con l'infermiera,  che lei gli dava
spago,  e che Arrow potrebbe avere avuto la possibilit di manomettere
i  medicinali  e  sostituire  qualcosa  alla morfina che lei stava per
iniettare a Bert.  Ce l'ha detto il dottor  Buhl  che  a  Bert  veniva
somministrata della morfina. Dir che Arrow sta per incamerare diversi
milioni  di  dollari di cui non avrebbe sentito neanche l'odore finch
fosse vissuto Bert.  Dir  che  Arrow  aveva  visto  che  Bert  andava
d'accordo con noi, che era tornato a far parte della famiglia, e che a
lui la cosa non piaceva e non ne faceva neppure mistero.
Paul tacque per toccarsi con precauzione la mascella dolorante. Mi fa
male, se parlo disse. Quel delinquente della malora! Sentite, io non
sono  un  angelo.  Dal  modo  come mi guardate,  avete tutta l'aria di
volermi domandare se sono il custode di mio  fratello,  e  francamente
no!  Non  andavo  molto  d'accordo con Bert quand'eravamo ragazzi,  ed
erano vent'anni che non lo vedevo.  Ma tanto vale  ch'io  sia  sincero
fino  in  fondo.  Un  assassino  non pu riscuotere i proventi del suo
crimine,  e se Arrow ha ucciso Bert  quel  loro  accordo  va  a  farsi
benedire  e  tutto  far  parte  del  patrimonio  di Bert,  per cui lo
erediteremo noi. E' evidente, mi pare, e allora perch non dirlo? Alla
polizia non avr bisogno di dirlo, perch lo scoprir da s.
Non  il modo di parlare, Paul scatt David, seccato.
Hai ragione fece eco Tuttle.
Oh, piantala disse Paul, rivolto al cognato. Tu chi sei?
E' mio marito lo invest Louise.  Potrebbe insegnarti  molte  cose,
ammesso che tu potessi impararle.
Tutto  in  famiglia.  Wolfe riprese il sopravvento.  Concedo disse a
Paul,  che potreste anche mettere in  curiosit  la  polizia,  ma  le
supposizioni non bastano. Avete nient'altro da dire a quei signori?
No. E non ho bisogno d'altro.
Per  me,  vi  sbagliate.  Wolfe si appoggi all'indietro,  si riemp
d'aria i polmoni e sbuff. Vediamo se riusciamo a trovare qualcosa. A
che ora siete arrivato a casa di vostro fratello, sabato sera?
Sabato pomeriggio. Saranno state le cinque. Improvvisamente la parte
inferiore della faccia di Paul si contorse, e pensai che dipendesse da
una fitta dolorosa;  ma poi mi resi conto che lui stava  semplicemente
tentando  di  sorridere,  il  che    un  problema  con  una  mascella
dolorante. Ah, capisco! disse.  Dov'ero il sei agosto alle sei meno
nove...  eccetera? D'accordo. Sono partito da Mount Kisko alle quattro
meno un quarto,  in macchina e da solo,  e sono venuto a New York.  La
mia prima tappa  stata da Schramm,  in Madison Avenue,  per comperare
due litri del loro gelato di mango da portare con me a Mount Kisko per
offrirlo  domenica  a  certi  amici.   Poi  ho   proseguito   per   la
Cinquantaduesima  Strada  e ho parcheggiato l'auto,  cosa possibile di
sabato pomeriggio.  Poi a piedi ho fatto il piccolo tratto  fino  alle
Churchill,  arrivando  nell'appartamento  di Bert poco dopo le cinque.
Ero  andato  l  presto  perch  avevo  parlato   per   telefono   con
l'infermiera,  mi era piaciuta la sua voce e pensavo di poter fare due
chiacchiere con lei prima dell'arrivo degli  altri.  Niente  da  fare.
Quell'Arrow la stava intrattenendo in soggiorno, per raccontarle tutto
sulla ricerca dell'uranio. Ogni dieci minuti lei faceva un salto di l
per dare un'occhiata al paziente, poi tornava a riprendere il discorso
sull'uranio.  Dopo un po' arriv Dave,  poi Louise e Vince,  e stavamo
per metterci a tavola,  verso le sette meno un quarto,  quando  arriv
anche il dottor Buhl. Volete sapere altro?
Tanto vale che mi diciate il resto.
Come volete. Buhl rimase da Bert una mezz'ora, e quando se ne and...
quello  che  disse  ve l'ho gi riferito.  Non soltanto mangiammo,  ma
bevemmo, e forse io alzai un po' il gomito.  Mi sembrava che non fosse
bello lasciare l'infermiera sola con Bert, e quando gli altri uscirono
per andare a teatro,  io rimasi. Pensavo che, se le era piaciuto tanto
sentir  parlare  di  ricerche  d'uranio  forse  le  sarebbe   piaciuto
ascoltare anche qualcos'altro, ma evidentemente sbagliavo. Dopo un po'
- un breve scambio di battute, diciamo - lei and nella stanza di Bert
e chiuse la porta a chiave.  A mia sorella, pi tardi, raccont che mi
ero messo a picchiare sull'uscio,  minacciando di buttar gi la  porta
se  lei  non  fosse  subito uscita da l,  ma io non ricordo niente di
simile. Bert,  intanto,  era morto al mondo per effetto della morfina,
se era veramente morfina. Alla fine lei usc dalla camera, parlammo, e
forse  l'avr sfiorata.  Ma i segni che lei mostr agli altri,  quando
tornarono da teatro doveva esserseli fatti da s. Non ero ubriaco fino
a quel punto,  ero soltanto un po' su  di  giri.  Alla  fine,  lei  si
avvicin  al  telefono e disse che,  o me ne andavo subito,  o avrebbe
telefonato al portiere per pregarlo di mandar su qualcuno,  al che  me
la svignai. Volete altro?
Andate avanti.
D'accordo.  Scesi  al  bar,  presi  posto a un tavolino e ordinai una
bibita. Due o tre, anzi. Qualcosa mi fece tornare alla mente il gelato
che  avevo  messo  nel  frigorifero,  su  nell'appartamento,  e  stavo
riflettendo  se  fosse  il  caso  di  tornare  su a prenderlo,  quando
all'improvviso mi vidi davanti Arrow,  che mi ordinava di alzarmi.  Mi
afferr per le spalle, tirandomi su di peso, e mi disse di mettermi in
guardia,  poi lev il pugno e mi colp. Non so quante volte di seguito
mi colp ma...  guardatemi!  Finalmente lo immobilizzarono e arriv un
poliziotto.
Me  la  svignai  dal bar,  tornai di sopra con l'ascensore e Vince mi
fece entrare in casa.  Questa parte  un po' confusa,  ma  so  che  mi
sistemarono  su  un  divano,  perch proprio cadendo da quel divano mi
svegliai,   solo  che  non  ero  perfettamente  sveglio.   Avevo  come
l'impressione d'essermi fatto male, e d'avere bisogno dell'infermiera,
cos andai fino alla stanza di Bert ed entrai. Le tende della finestra
erano chiuse,  cos accesi la luce e mi avvicinai al letto. Bert aveva
la bocca aperta,  sembrava morto,  e allora io gli abbassai le coperte
per  sentirgli  il  cuore,  e il cuore non batteva.  C'erano due borse
d'acqua calda, una per lato. Ma sembravano vuote,  al che ne presi una
in mano ed era vuota davvero. Allora pensai che l'infermiera era stata
sbadata  perch  io  l'avevo  fatta  arrabbiare,  e non era giusto;  e
siccome anche l'altra era vuota, le portai tutt'e due nel bagno, prima
di andare a...
Paul! Era Louise, che lo fissava.  Mi avevi detto di averle vuotate
tu!
Sicuro  che  te l'ho detto. Le sorrideva,  o tentava di farlo.  Non
volevo che tu la denunciassi al  dottore.  Che  diavolo,  non  si  pu
essere  galanti?  Torn  a  rivolgersi a Wolfe.  Dicevate che dovevo
dirvi qualcosa di pi. Bene, l'ho fatto. Contento?
Cos hai mentito a Louise brontol sordamente Tuttle.
Oppure  stai  mentendo  ora  disse  David,   senza  pi  traccia  di
stanchezza. A me di questo non avevi fatto parola.
No, si capisce. Accidenti, ma se ho agito per galanteria!
Si misero a parlare tutti in coro, aggredendosi a vicenda, riprendendo
la  lite  in  famiglia.  Tra  la voce da soprano di Louise,  quella da
baritono di Paul,  le note da basso profondo di Tuttle e  il  falsetto
tenorile di David, formavano un vero e proprio quartetto.
Wolfe  chiudeva  gli  occhi  e  stringeva  le  labbra,  sforzandosi di
dominarsi;  poi,  infranse la barriera  del  suono.  Basta!  Smettete
questo baccano,  per favore. Poi parl a Paul. Voi, signore, parlate
di galanteria.  Io non vi ho detto che la signorina Goren  stata  qui
insieme al dottor Buhl, e mi ha detto delle vostre visite a casa sua e
delle vostre telefonate.  Perci, la galanteria la lasceremo da parte,
e cercheremo invece di chiarire due punti.  Prima di tutto,  il fatto:
le borse le avete trovate vuote, o le avete vuotate voi?
Le ho trovate vuote. A mia sorella ho detto...
So  che  cos'avete  detto  a  vostra sorella,  e la ragione che avete
addotto.   Ammettendo  che   le   abbiate   trovate   vuote,   sarebbe
semplicemente  frivolo  offrire  questo  particolare alla polizia.  Il
dottor Buhl mi ha detto che,  quand'anche la  signorina  Goren  avesse
trascurato di metterci l'acqua calda,  cosa che lui non crede, la cosa
non avrebbe avuto alcun effetto di rilievo sul paziente,  per cui  non
ne ha neppure su di me.  Questo  il secondo punto.  Invece, la vostra
congettura che qualcosa possa essere stato sostituito alla  morfina...
be',  un effetto potrebbe anche averlo,  sempre che poteste sostenerla
in qualche modo. Potete?
Non ho bisogno di sostenerla.  Penser  la  polizia  a  vedere  se  
sostenibile.
No.  Non  ci  siamo.  Una  congettura  pu andar bene per un'indagine
privata,  ma servirsene per rendere un uomo ufficialmente sospettabile
di omicidio  inammissibile.  Per esempio,  non sarebbe una congettura
campata in aria se io sospettassi che voi,  non  sapendo  dell'accordo
tra  vostro fratello e il signor Arrow,  e pensando di poter ereditare
un terzo del suo patrimonio,  lo aveste ucciso;  ma mi guarderei  bene
dal procedere...
E  fareste  bene  a  guardarvene  lo interruppe Paul.  lo sapevo di
quell'accordo.
S? Chi ve ne aveva parlato?
Ero stato io disse David.  Bert l'aveva detto a me e io ne parlai a
Paul e a Louise.
Visto?  Wolfe  voltava  il  palmo  all'ins.  Ecco  sfumata  la mia
congettura. Se fossi un tipo ostinato,  potrei naturalmente continuare
a  rimuginarci  su,  fare  l'ipotesi  che  aveste  previsto  la cosa e
architettato un modo  per  aggirare  l'ostacolo,  sapendo  che  vostro
fratello,  da morto, non poteva testimoniare; ma sarebbe insensato, se
non avessi nemmeno un singolo  fatto  a  sostegno.  Scosse  la  testa
all'indirizzo  di  Paul.  Temo che stiate cercando di aprire il fuoco
senza munizioni. Ma sono stato incaricato dell'indagine, perci non mi
tirer  indietro.  Si  rivolse  a  David.  So  come  la  pensate  in
proposito, signor Fyfe, per cui non mi aspetto niente di significativo
da  voi,  ma  qualche domanda non pu far male.  Che cosa sapete della
morfina?
Niente.  Assolutamente niente,  salvo che il  dottor  Buhl  ci  disse
d'averne  lasciata  un  po'  all'infermiera,  da  somministrare a Bert
appena saremmo usciti.
Entraste nella camera di vostro fratello,  dopo che il dottor Buhl se
n'era andato?
S, entrammo tutti: Paul, Louise, Vincent e io. Ringraziammo Bert per
la  cena  eccellente e dicemmo che ci dispiaceva dover andare a teatro
senza di lui.
Dov'era il signor Arrow?
Non lo so.  Mi pare che avesse detto qualcosa a proposito del doversi
cambiare la camicia.
Entr da vostro fratello, dopo che se n'era andato il dottor Buhl?
Non lo so. David scuoteva la testa. Sinceramente, non lo so.
Wolfe  mand  un  sordo  brontolo.  Non  basterebbe  a incriminarlo,
intendiamoci. E pi tardi, quando ritornaste da teatro? And,  allora,
in camera di vostro fratello?
Non mi pare.  Se l'ha fatto,  io non l'ho visto. David aggrottava la
fronte.  Vi  ho  descritto  la  situazione.  L'infermiera  era  molto
sconvolta,  disse  che  aveva telefonato al dottor Buhl di mandare una
sostituta.  Quando ci raccont quello che era  successo,  Arrow  corse
via: usc quasi di corsa dall'appartamento, voglio dire. Poi vi fu uno
scambio  di  parole tra mia sorella e l'infermiera,  mia sorella disse
alla ragazza di andarsene,  poi,  subito dopo  che  l'altra  se  n'era
andata,  telefon  al  dottor  Buhl  per dirgli che lei e il marito si
sarebbero fermati fino all'arrivo della sostituta.  Quasi subito dopo,
io me ne andai a casa. Abito in Riverdale.
Ma prima di andarvene entraste nella stanza di vostro fratello?
S.
E come stava?
Dormiva  profondamente,  anzi  russava  un  pochino,  ma sembrava che
stesse benissimo.  Quando  Louise  aveva  telefonato  al  dottore,  un
momento  prima,  lui  le  aveva  detto che Bert era sotto l'effetto di
mezzo grano di morfina,  e probabilmente non si sarebbe svegliato fino
al mattino dopo.
Wolfe gir la testa.  Signora Tuttle,  avete sentito quello che hanno
detto i vostri  fratelli.  Avete  delle  rettifiche  da  fare,  volete
aggiungere qualcosa?
Lei  sembrava  in  difficolt.  Muoveva  le  labbra e le sue mani,  in
grembo,  erano serrate l'una nell'altra.  Sostenne lo sguardo di Wolfe
ma  senza  rispondere,  finch all'improvviso grid: Non  colpa mia!
Nessuno pu gettare la colpa su di me!.
Wolfe  fece  una  smorfia.  Perch  dovrebbero  incolparvi,   signora
Tuttle?
Perch lo fecero, quando mor mio padre! Sapete di mio padre?
So come mor. Vostro fratello me l'ha detto.
Bene,  diedero  la  colpa  a  me,  allora: tutti!  Perch io,  che lo
assistevo,  mi ero addormentata e non ero entrata in camera sua,  dove
avrei trovato le finestre aperte!  Mi chiesero perfino se avessi messo
qualcosa nella mia  cioccolata,  per  addormentarmi!  Una  ragazza  di
ventiquattro anni non ha bisogno di prendere sonniferi per dormire!
Via,  cara. Tuttle le batteva sulla spalla. E' tutto passato, tutto
dimenticato. Non c'erano finestre aperte nella stanza di Bert,  sabato
notte.
Ma  ho mandato via io l'infermiera. Lei si rivolgeva a Wolfe.  E ho
detto al dottor Buhl che mi prendevo io la responsabilit,  ma poi  mi
sono  coricata  e  mi  sono  addormentata senza neppure controllare le
borse dell'acqua calda,  e le borse erano vuote.  Gir  la  testa  di
scatto,  verso  il fratello minore.  Di' la verit,  Paul,  la verit
vera. Erano vuote, quelle borse?
Cerc anche lui di calmarla. Calmati, Lou. Certo, erano vuote,  sulla
mia parola di onesto boy scout, ma non  stato questo a uccidere Bert,
n io l'ho mai detto, del resto.
Nessuno d la colpa a te assicur Tuttle.  Quanto a essere andata a
coricarti,  che scopo c'era di non farlo?  Era  l'una  passata,  e  il
dottor Buhl aveva detto che Bert avrebbe dormito sodo fino al mattino.
Credimi, cara, stai facendo una tragedia per nulla.
Lei  abbass  la testa,  si nascose la faccia tra le mani,  poi le sue
spalle cominciarono a sussultare. Per Wolfe,  una signora in lacrime 
una donna isterica,  e se poi lei comincia a singhiozzare ecco che lui
si alza pi in fretta di quanto la sua mole glielo consentirebbe e  si
dirige prima alla porta e poi all'ascensore.  Louise non singhiozzava.
Lui  stette  un  poco  a  scrutarla,   con  sospetto,   concluse   che
probabilmente  non  avrebbe  dato  in  smanie  e pass a occuparsi del
marito.
A proposito di andare a riposare, signor Tuttle,  avete detto che era
l'una passata.  Paul vi aveva gi fatto alzare dal letto per andare ad
aprirgli, a quell'ora?
S. Lui teneva una mano sul braccio della moglie,  per  confortarla.
C'  voluto  un po' di tempo,  tra ascoltare quello che Paul aveva da
dire e fargli un letto sul divano.  Poi abbiamo dato un'occhiata nella
stanza di Bert, abbiamo visto che dormiva e siamo tornati a letto.
E  avete dormito fino a che Paul  venuto a svegliarvi,  verso le sei
di mattina?
Mia moglie s,  credo.  Era molto stanca.  Si sar agitata un po' nel
sonno  ma  non credo che si sia svegliata.  Io sono andato in bagno un
paio di volte,  mi alzo sempre durante la notte,  ma a parte questo ho
dormito fino a che mi ha svegliato Paul.  La seconda volta sono andato
ad aprire la porta della stanza di Bert,  non ho sentito niente,  cos
non sono entrato. Perch? E' importante?
Non  in  modo particolare. Wolfe,  non del tutto tranquillo,  scocc
un'occhiata a Louise,  poi torn a rivolgersi a Tuttle.  Sto pensando
al   signor   Arrow   e  cerco  di  esaminare  tutte  le  possibilit.
Naturalmente lui aveva la chiave dell'appartamento,  per cui  potrebbe
essere  entrato  durante  la  notte,  per ragioni sue,  ammesso che ne
avesse, ed essere uscito di nuovo. E' possibile?
Tuttle riflett.  Per osservarlo mentre rifletteva,  dovevo  fare  uno
sforzo  per  dimenticare la sua pelata lucente e concentrarmi sui suoi
lineamenti. Sarebbe stato pi semplice se occhi,  naso e bocca fossero
stati al sommo del cranio.  Possibile,  s ammise, ma ne dubito. Ho
il sonno molto leggero,  per cui penso che  l'avrei  sentito.  Inoltre
avrebbe dovuto attraversare il soggiorno,  e sul divano c'era Paul, ma
Paul dormiva come un sasso, veramente.
Pi  di  un  sasso  ribad  Paul.  Avrebbe  dovuto  ricominciare  a
prendermi  a  pugni,  perch mi accorgessi della sua presenza. Guard
Wolfe. E' un'idea. Per quali ragioni sarebbe tornato?
Nessuna in particolare.  Sto solo  facendo  domande  a  caso.  Signor
Tuttle, quando avete rivisto il signor Arrow?
Il  mattino dopo,  ossia domenica mattina,  l nell'appartamento.  E'
arrivato verso le nove, subito dopo il dottor Buhl.
Dov'era stato?
Non saprei.  Non gliel'ho domandato n lui me l'ha detto.  Eravamo...
s,  ecco, eravamo in presenza della morte. Ci ha rivolto una quantit
di domande, alcune delle quali impertinenti, mi  sembrato; ma date le
circostanze ho preferito lasciar correre.
Wolfe si appoggi allo schienale,  occhi chiusi e mento sul  petto.  I
fratelli  Fyfe  lo  fissavano  in  silenzio.  Tuttle  si gir verso la
moglie,  accarezzandole la spalla e mormorandole qualcosa,  e di l  a
poco lei tolse le mani dalla faccia e rialz la testa. Tuttle sfil un
bel  fazzoletto  candido  dal taschino e lei lo prese e se lo premette
sulle guance. Ma non c'era traccia di lacrime, sulla sua faccia.
Wolfe riapr gli occhi e li spost da sinistra a destra  e  viceversa.
Non  vedo  che scopo ci sia sentenzi,  di trattenervi pi a lungo.
Avevo sperato che fosse possibile arrivare  a  una  decisione  stasera
stessa...  ferm  lo  sguardo su Paul,  ...ma la vostra congettura a
proposito della morfina merita una piccola  indagine:  da  parte  mia,
s'intende,  e  naturalmente molto discreta.  Non vi farei certo un bel
servizio se vi esponessi a una querela per diffamazione.
I suoi occhi si spostarono su David e poi su Tuttle. A proposito, non
vi ho detto che il dottor Buhl mi ha pregato di informarvi che, semmai
la signorina Goren venisse  accusata  di  negligenza,  lui  stesso  le
consiglier  di  intentare  un'azione  del  genere e l'appogger a sua
volta.  La signorina sostiene d'avere  messo  l'acqua  bollente  nelle
borse prima di andarsene, e lui le crede. Mi far vivo presto con voi,
probabilmente non pi tardi di...
Il campanello squill.  Quando in ufficio c' gente, di solito  Fritz
che va ad aprire;  ma avevo un presentimento - mi succede spesso - per
cui  mi  alzai  e,  passando dietro le sedie dei clienti,  arrivai nel
corridoio in tempo per vedere Fritz che arrivava dalla cucina. La luce
esterna  era  accesa  e,  attraverso  il  solito  pannello,  vidi  uno
sconosciuto:  un  tipo dalle spalle quadre,  suppergi della mia et e
della mia corporatura. Feci segno a Fritz che avrei aperto io, andai a
schiudere la porta di quel poco permesso dalla catena e, attraverso la
fessura, domandai: Desiderate?.
Mi arriv dall'esterno una  voce  bassa,  un  po'  strascicata.  Sono
Arrow.  Johnny Arrow.  Vorrei parlare con Nero Wolfe. Se aprite un po'
di pi, possiamo intenderci meglio.
Gi,  ma prima bisogner  domandare  a  lui.  Permesso  un  istante.
Richiusi,  mi cercai in tasca un pezzo di carta,  ci scrissi su Arrow,
ritornai in ufficio, andai fino alla scrivania di Wolfe e gli porsi il
foglietto. Gli altri erano in piedi, si preparavano ad andarsene.
Wolfe guard e mand  un  brontolo  di  disappunto.  Che  seccatura,
credevo d'avere finito, per oggi. Ma forse mi converr... Sta bene.
Ammetto  che mi si possa accusare di negligenza,  visto che sapevo che
cos'era successo sabato sera al bar delle Churchill  Towers,  ma  nego
che  la svista sia stata intenzionale.  Ho tanto rispetto per i mobili
dell'ufficio quanto ne ha Wolfe, o Fritz. Semplicemente, non mi fermai
a riflettere,  mentre andavo alla porta d'entrata,  facevo entrare  il
principe  dell'uranio,  lo scortavo fino in ufficio e mi facevo poi da
parte per osservare le espressioni delle diverse facce.  Quando Arrow,
nell'attimo stesso in cui scorse Paul Fyfe,  part all'attacco, io ero
troppo lontano e, di conseguenza, una delle poltroncine gialle and in
pezzi.  Mi consolava il fatto d'avere visto un'ottima dimostrazione di
come Paul aveva avuto tutt'e due le mascelle slogate.
Arrow   colp   di  sinistro,   abbastanza  forte  da  fargli  perdere
l'equilibrio, poi sferr un destro,  centrandolo in pieno e mandandolo
a crollare di schianto sulla poltroncina,  un paio di metri pi in l.
Mentre si protendeva  per  sollevarlo  di  peso,  presumibilmente  per
dedicarsi all'altro occhio, gli arrivai alle spalle, circondandogli il
collo con il braccio e puntandogli un ginocchio nella schiena.  Si era
precipitato anche Tuttle,  e cercava di afferrare Arrow per la manica.
David girava attorno,  apparentemente con l'idea di mettersi in mezzo,
che  sempre una pessima tattica. Louise emetteva versi striduli.
Bene dissi a tutti e due,  potete scostarvi.  Ormai l'ho bloccato.
Arrow  tent  di  divincolarsi,  scopr  che era soltanto questione di
vedere se si sarebbe spezzato prima il collo o  prima  la  schiena,  e
rinunci. Wolfe parl, disgustato, dicendo che avrebbero fatto bene ad
andarsene.  Paul  si  era  rimesso in piedi e per un attimo pensai che
volesse colpire Arrow,  approfittando  del  fatto  che  io  lo  tenevo
immobilizzato, ma David lo teneva per un braccio, per trascinarlo via.
Tuttle torn verso Louise, apprestandosi a lasciare la stanza, e David
riusc a smuovere Paul.
Dalla  soglia,  David si volt per protestare con Wolfe.  Non avreste
dovuto lasciarlo entrare,  avreste dovuto prevedere in tempo.  Quando
tutti  furono  usciti  nel  corridoio,  lasciai  la presa su Arrow per
andare ad accompagnarli alla  porta.  A  mano  a  mano  che  uscivano,
auguravo loro la buonanotte, ma soltanto David ricambi la cortesia.
Tornato  in ufficio,  trovai Johnny Arrow installato nella poltrona di
cuoio rosso.  Muoveva con precauzione la testa avanti e indietro,  per
vedere  in  che  stato  era  il  collo.  Forse ero stato un po' troppo
energico ma, con un perfetto sconosciuto, come si fa a sapere?
Sedetti a mia volta,  dando  le  spalle  alla  scrivania,  e  presi  a
osservarlo  come  un  oggetto con punti d'interesse assortiti.  Era un
miliardario dell'uranio,  ossia del tipo pi nuovo e recente.  Era  un
picchiatore cronico, incurante del luogo. Sapeva riconoscere una bella
infermiera  a colpo d'occhio e regolarsi in conseguenza.  Ed era stato
nominato candidato alla sedia elettrica. Niente male,  per essere cos
giovane. Non era niente male neppure d'aspetto, a meno che, per bello,
non  s'intendano  quelli  che  vengono  usati  per la pubblicit delle
sigarette.  La faccia e le mani non erano irruviditi dalle  intemperie
come  mi sarei aspettato,  trattandosi di uno che aveva passato cinque
anni quasi sempre all'aperto,  a saggiare rocce;  ma da  quando  aveva
trovato Black Elbow, aveva avuto il tempo per raffinarsi un pochino.
Smise  di  girare  la  testa e ricambi il mio sguardo con una luce di
curiosit negli occhi castani,  che avevano piccole rughe agli angoli,
a forza di strizzarsi per scrutare dov'era l'uranio.  Accipicchia che
presa disse con il suo tono strascicato,  senza  animosit.  Credevo
che m'aveste spezzato il collo.
Avrebbe fatto bene disse severamente Wolfe. Guardate quella sedia.
Oh,  ma  io  ve  la pago,  la sedia. Sfil un grosso rotolo di fogli
verdi dalla tasca dei calzoni. Quanto vi devo?
Il signor Goodwin vi mander la fattura. Wolfe era  accigliato.  Il
mio ufficio non  un'arena per gladiatori.  Siete venuto, immagino, in
risposta al messaggio che abbiamo lasciato per voi?
Scosse la testa.  Non ho avuto nessun messaggio.  Se l'avete lasciato
l alla casa-albergo,  non ci sono ancora tornato,  da stamattina. Che
cosa diceva?
Semplicemente che volevo parlarvi.
Non l'ho avuto. Sollev una mano per  massaggiarsi  la  nuca.  Sono
venuto  perch  iooo  volevo parlare con voooi. Per dare enfasi a una
parola, la stiracchiava.  Volevo vedere anche quel Paul Fyfe,  ma non
sapevo che fosse qui,  stato solo un colpo di fortuna. Volevo vederlo
per  uno  scherzo  che  ha  tentato  di fare a una mia amica.  Sapete,
immagino, la faccenda delle borse d'acqua calda.
Wolfe assent. E me?
Voi, volevo vedervi perch so che state macchinando per fare apparire
che ho ammazzato il mio socio,  Bert  Fyfe.  Gli  occhi  nocciola  si
stringevano un poco.  Evidentemente,  scrutavano anche altre cose, non
solo l'uranio. Volevo sentire se per caso vi serve aiuto.
Wolfe mand un brontolio.  Le vostre informazioni  non  sono  esatte,
signor  Arrow.  Sono  stato  assunto  per  indagare  e  decidere se le
circostanze della morte del signor Fyfe  meritino  un'inchiesta  della
polizia.  Non  si tratta affatto di "macchinare",  per usare la vostra
espressione.  Naturalmente la vostra offerta di aiuto era ironica,  ma
io ne ho veramente bisogno. Vogliamo procedere?
Arrow  rise.  Non  una  sghignazzata;  solo una risatina amabile,  che
andava  d'accordo  con  il  suo   tono   placido.   Dipende   disse.
Procedere... in che senso?
A  uno scambio di informazioni.  Me ne servono alcune,  e forse altre
servono a voi.  Per cominciare,  immagino  che  quel  che  gi  sapete
l'abbiate  saputo  dalla  signorina Goren.  Se sbaglio,  correggetemi.
Dovete aver parlato con lei dopo  le  quattro  di  questo  pomeriggio.
Senza dubbio, lei pensava di riferirvi le cose con esattezza; ma se vi
ha dato l'impressione che io m'interesso a voi con intento maligno, si
sbagliava.  Vi dispiace dirmi se le informazioni che vi hanno condotto
qui provengono dalla signorina Goren?
Certamente che provengono da lei.  La signorina ha cenato con me.  Il
dottor Buhl  venuto poi a prenderla al ristorante, per portarla qui.
Se  vi  sto dando l'impressione che Arrow fosse ansioso di collaborare
con Wolfe,  sbaglio anch'io.  Si stava semplicemente  vantando.  Stava
cogliendo al volo l'occasione di raccontare a qualcuno, a chicchessia,
che  la  signorina Goren aveva acconsentito a farsi invitare a cena da
lui.
Allora dovreste rendervi conto disse Wolfe, che il suo rapporto era
"ex-parte",  sebbene non  voglia  asserire  che  l'abbia  colorato  di
proposito.  Dir una cosa sola, e se volete ve la metto per iscritto e
la firmo,  ed  che finora non ho trovato un  briciolo  di  prova  per
incriminarvi,  a  proposito della morte di Bertram Fyfe.  E veniamo ai
fatti.  Che cosa sapete,  su quelle borse d'acqua calda?  Non parlo di
quello che avete saputo da altri,  sia pure dalla signorina Goren,  ma
di quello che ne sapete voi, per vostra osservazione diretta.
Assolutamente niente. Non le ho mai viste.
N toccate?
No, naturalmente.  Perch avrei dovuto toccarle? Il tono strascicato
non  accelerava mai.  E se me lo domandate perch quel Paul Fyfe dice
d'averle trovate vuote, cos'ha a che fare questo con i fatti?
Niente, forse.  Non sono un allocco.  Quando avete visto Bertram Fyfe
per l'ultima volta? Vivo, s'intende.
Sabato sera,  poco prima di uscire per andare a teatro.  Sono entrato
da lui per un minuto appena.
La signorina Goren era l con lui?
S, certo.
Non entraste a vedere come stava, al ritorno da teatro?
No. Volete sapere perch?
Lo so gi.  Trovaste quella che il signor David Fyfe  definisce  "una
situazione",  e  usciste nuovamente,  a precipizio.  Ne ho dedotto che
siate uscito di nuovo per cercare Paul Fyfe. E' esatto?
Sicuro,  e lo trovai.  Dopo quello che ci aveva  detto  la  signorina
Goren,  avrei passato la notte a cercarlo, ma non ce ne fu bisogno. Lo
trovai gi al bar.
E lo aggrediste.
Si capisce.  Mica lo cercavo per lustrargli le scarpe.  La  risatina
amabile  sgorg,  gradevole  e  placida.  Forse dovrei ringraziare il
cielo per l'arrivo di quell'agente, perch ero veramente fuori di me.
Mi guard con cordiale interesse.  Accipicchia che  stretta,  m'avete
dato.
E   poi?   domand   Wolfe.   Mi  risulta  che  non  siete  tornato
nell'appartamento.
No, e come ci tornavo? Un secondo agente ha preso male la cosa,  cos
m'hanno ammanettato e uno di loro mi ha portato al pi vicino posto di
polizia  per  sbattermi in camera di sicurezza.  Non avevo voluto dire
chi avevo colpito e perch  l'avevo  colpito,  e  forse  loro  stavano
cercando  di  ripescarlo,   per  formulare  l'accusa.   Alla  fine  mi
lasciarono usare il telefono per chiamare un  avvocato.  Lui  mi  fece
rimettere in libert, tornai nell'appartamento e l c'era Paul Fyfe, e
quel Tuttle con la moglie, e Bert era morto. C'era anche il dottore.
Sar stato uno choc, per voi.
S,  certo. Non lo sarebbe stato se Bert l'avessi ucciso io,  questo
che volete dire? Johnny Arrow rise.  Se davvero siete in buona fede,
se  non state cercando di incastrarmi,  lasciate che vi dica una cosa,
caro signore.  Bert e io avevamo fatto  ricerche  insieme  per  cinque
anni,  e  vi  assicuro  che c'era poco da stare allegri.  Non dico che
abbiamo proprio sofferto la fame, ma poco c' mancato.  Nessuno,  mai,
ci  facilit  l'esistenza.  Quando  trovammo  Black  Elbow,  ci  tocc
lavorare sodo e in fretta per assicurarci la  concessione,  e  nessuno
dei due ce l'avrebbe fatta,  da solo. Fu allora che ci rivolgemmo a un
legale per mettere il nostro accordo per iscritto, cos che,  se fosse
successo qualcosa a uno di noi due,  non ci sarebbero stati estranei a
intromettersi e a crearci delle noie.  Noi due stavamo  bene  insieme,
magari ci scontravamo, ogni tanto, ma in complesso andavamo d'accordo.
Ecco  perch  lui mi chiese di venire anch'io a New York e io dissi di
s.  Per conto mio,  non avevo nessuna ragione  di  venirci.  Potevamo
sbrigare  tutti i nostri affari tra Black Elbow e Montreal.  Non sarei
certo venuto fin qui per ucciderlo.
Wolfe lo ascoltava attentamente. Allora non era venuto a New York per
affari?
No,  signor Wolfe.  Mi disse che era per una faccenda personale.  Una
volta arrivati qui, si mise in contatto con la sorella e i fratelli, e
secondo  me  c'era  qualcosa  che lo rodeva,  qualcosa che risaliva al
passato. And diverse volte a Mount Kisko,  e port anche me.  Girammo
il  posto in lungo e in largo,  con una Cadillac.  Andammo a vedere la
casa dov'era nato, e lui volle visitarla da cima a fondo: ora ci abita
una famiglia italiana.  Andammo a trovare Tuttle nella  sua  farmacia.
Andammo  a  cercare  una donna che gestiva una pensione dove lui aveva
abitato, una volta, ma lei non stava pi l da diversi anni.  Poi,  la
settimana scorsa, abbiamo saputo che ora stava a Poughkeepsie, e siamo
andati a cercarla l.
Ci mise un bel pezzo a dire tutte queste cose,  perch non cercava mai
di affrettare un po' i tempi.  Sto parlando molto,  mi sembra disse,
ma  che sto parlando di Bert. Per cinque anni ho parlato pochissimo,
e soltanto con lui, e forse ora sento il bisogno di parlare di lui.
Pieg  la  testa  da un lato,  come riflettendo,  poi riprese: Non mi
andrebbe d'essere incastrato,  e non m'andrebbe neppure d'essere io  a
incastrare qualcun altro,  ma forse  un po' troppo vago quello che ho
detto di Bert,  della mia idea che  qualcosa  lo  rodesse,  chiss  da
quanto  tempo.  Lui  m'aveva  detto  alcune cose,  un giorno che ce ne
stavamo seduti ai piedi di un masso,  lass nel Canada.  Per  esempio,
che  se  fossimo  riusciti  davvero a fare fortuna,  un giorno sarebbe
tornato a casa,  per sistemare una certa faccenda rimasta in  sospeso.
Sapete  in  che  modo  era  morto  suo padre,  e perch Bert era stato
processato per omicidio?.
Wolfe disse di s.
Bene, a me lo raccont lui.  Disse che non aveva mai reclamato la sua
parte di eredit perch non voleva niente di ci che aveva abbandonato
a  suo  tempo,  e  se  aveste conosciuto Bert,  non vi farebbe nessuna
meraviglia.  Disse che  aveva  sempre  cercato  di  illudersi  d'avere
cancellato  e dimenticato tutto;  ma ora che potevamo quasi sperare di
arricchirci,  stava pensando che,  chiss,  magari un  giorno  sarebbe
tornato a casa,  per guardarsi intorno.  Ed  quello che ha fatto.  Se
aveva in mente qualcuno in particolare,  a me  non  lo  disse,  ma  ho
potuto  notare  alcune cose.  Ogni volta che diceva ai suoi quello che
stava facendo,  li osservava uno  per  uno.  Quando  disse  che  stava
facendo  fare  la  trascrizione  completa  delle  testimonianze al suo
processo,  la cosa ai parenti non piacque.  E fecero una faccia  amara
anche  quando  lui  disse  che  era  stato  a trovare la padrona della
pensione.  La mia impressione era che  stesse  dando  ai  fratelli  un
prurito da grattare.
Socchiuse  un poco le palpebre,  mettendo in risalto le piccole rughe.
Ma non pensate, per questo, che voglia mettere nei guai qualcuno.  Il
dottore  dice  che  Bert   morto di morte naturale,  e a me sembra un
bravo medico. Solo,  non volevo lasciare nel vago perch Bert  venuto
a New York. Avete altre domande?
Wolfe scosse la testa.  Al momento no. In seguito, forse. Ma vi avevo
proposto uno scambio di informazioni. Ne volete, voi?
Questa io la chiamo cortesia. Arrow lo  disse  come  se  apprezzasse
sinceramente l'offerta.  Ma...  no, non ho domande. Si alz e rimase
un momento l incerto.  Solo che,  avete detto di non  avere  trovato
neppure un briciolo di prova per... com' quella parola?
Incriminare.
Ah,  s.  Ma allora,  perch non levate il campo?  Bert e io facevamo
cos quando le ricerche arrivavano  a  un  punto  morto:  levavamo  il
campo.
Non ho detto d'essere a un punto morto. Wolfe appariva tetro. Non 
cos,  ed  qui il lato diabolico.  C' una circostanza misteriosa che
dev'essere spiegata in qualche modo,  prima che  io  possa  levare  il
campo.
Qual ?
Vi  ho  gi  interrogato  in  proposito,  e  non  ho concluso niente.
Riprender l'argomento con voi soltanto  se  sar  meglio  armato.  Il
signor  Goodwin  vi mander il conto del falegname,  dopo che la sedia
sar stata riparata. Buonasera, signor Arrow.
Arrow avrebbe voluto saperne di pi sulla circostanza  misteriosa,  ma
non ci riusc.  Niente da fare. Quando si convinse d'essere a un punto
morto, lev il campo, e io uscii con lui per accompagnarlo alla porta.
Oltrepassata la soglia, si volt. Accipicchia, che stretta! mi disse
a mo' di saluto.
In ufficio,  Wolfe se ne stava appoggiato allo schienale  della  sedia
con  gli  occhi chiusi,  aggrottando la fronte.  Portai la poltroncina
rotta in un angolo,  rimisi a posto le altre,  feci  un  po'  d'ordine
sulla mia scrivania, chiusi la cassaforte, poi mi rivolsi a lui. Qual
  il  vostro  scopo,  farlo  diventar matto?  Ammesso che ci sia,  la
circostanza misteriosa. Si vede che io dormivo. Nominatela.
Senza aprire gli occhi, mormor: Borse dell'acqua calda.
Mi stirai e sbadigliai. Capisco. Costringete voi stesso a mettervi al
lavoro,  scoprite che il problema non esiste,  e cos ve lo inventate.
Lasciate perdere.  Accontentatevi di quei mille dollari,  non c' male
per otto ore di lavoro, e votate: No. Il caso  chiuso.
Non posso. Un problema c'. Apr gli occhi.  Chi in nome del cielo,
ha vuotato quelle borse, e perch?
E' stato Paul. Perch no?
Perch  non ci credo.  Trascurate le sue ripetute dichiarazioni fatte
qui,  stasera,  sebbene fossero persuasive,  e provate a immaginare la
scena. Lui entra nella camera del fratello e lo trova morto. Scosta le
coperte e trova le borse dell'acqua calda vuote. Si volta per andare a
chiamare  la sorella e il cognato,  ma gli viene in mente che le borse
vuote sono un'arma che potrebb'essere usata contro la signorina Goren.
Non vuole che la sorella le veda, cos,  prima di chiamarla,  porta le
borse nel bagno. L'accettate come un fatto credibile?
Certamente, ma...
Per favore,  lasciatemi usare quel "ma".  Ma provate a immaginarla in
quest'altro modo.  Entra nella camera del fratello e lo  trova  morto.
Scosta  le coperte per sentire il cuore.  Le borse sono al loro posto,
con  l'acqua.  Nel  vederle,  concepisce  uno  stratagemma:  e  tenete
presente,    sotto  lo  choc  d'avere  trovato  un cadavere mentre si
aspettava,  presumibilmente,  di trovare il fratello vivo.  L per l,
prima di chiamare gli altri,  concepisce l'idea di portare le borse in
bagno e vuotarle,  cos in futuro potr andare dalla signorina Goren a
dire d'averle trovate vuote; e subito la mette in pratica. L'accettate
come un fatto credibile?
Descritto cos ammisi, sembra un po' fantasioso.
Lo  descrivo come dev'essersi svolto,  se si  svolto.  Ma io dico di
no.  Paul ha notato le borse soltanto perch erano vuote;  se  fossero
state piene,  probabilmente non ci avrebbe badato affatto, trattandosi
del letto di un malato,  ora letto di morte.  Esistono,  senza dubbio,
uomini capaci di simili astuzie in momenti del genere, ma lui non  di
quelli.  Sono costretto a ritenere che trov le borse vuote,  e allora
dove mi ritrovo?
Non so, dovrei vedere. Mi ero seduto anch'io.
E non vi piacerebbe. Era amareggiato.  A me non  piace.  Se  voglio
conservare il rispetto di me stesso, dovere che non si pu delegare ad
altri,  devo esplorare questo mistero.  E' forse in fallo la signorina
Goren? Ha messo lei le borse vuote nel letto?
Nossignore. Sto anzi pensando di sposarla. Inoltre, non ci credo.  E'
competente,  e  nessuna  infermiera  che  sappia il fatto suo potrebbe
commettere un errore del genere.
Sono d'accordo.  Allora eccoci qua.  Verso mezzanotte,  poco prima di
andarsene,  la  signorina  Goren riemp le borse d'acqua bollente e le
mise nel letto. Verso le sei del mattino.  Paul Fyfe trov le borse l
nel letto,  ma erano vuote.  Qualcuno le aveva tolte di l, vuotate, e
rimesse a posto. Trovatemi una giustificazione.
Non guardate me.  Non  sono  stato  io.  Perch  dovrei  trovare  una
giustificazione?
Non potete.  Supporre che sia stato fatto con intento omicida sarebbe
eccessivo. E' inesplicabile; e qualsiasi cosa inesplicabile, intorno a
un letto di morte,   sinistra,  specialmente se il letto di  morte  
quello di un miliardario. Prima di poter prendere in considerazione la
domanda: Chi  stato?, devo rispondere alla domanda: Perch?
Non   necessariamente  obiettai.   Cambier  il  mio  suggerimento.
Accontentatevi dei mille dollari,  ma non votate  no.  Votate:  S,  e
lasciate  che  Paul  si  rivolga alla polizia.  Cos avrete assolto il
vostro compito.
Pfuh. Parlate sul serio?
Mi arresi.  No.  Tocca a voi pelare la gatta.  Quelli  della  polizia
arriverebbero   soltanto   alla   conclusione   che   l'infermiera  ha
dimenticato di riempire le borse ma non  vuole  ammetterlo,  e  Johnny
Arrow  finirebbe  per  prendere  a  pugni  l'intera  Squadra  Omicidi,
dall'ispettore Cramer gi gi fino all'ultimo  agente.  Colto  da  un
sospetto  improvviso,  lo guardai.  Non sar tutta una commedia?  Non
sar che sapete benissimo perch sono state vuotate quelle borse, e da
chi, ma volete che mi renda conto di quanto siete brillante?
No.  Brancolo  veramente  nel  buio.  Anzi,   non  riesco  neppure  a
brancolare.  E' pi che misterioso:  assurdo! Guard l'orologio. E'
ora d'andare a dormire,  e ora mi toccher  portarmi  a  letto  questa
mostruosit.  Prima,  per,  ho  da  darvi delle istruzioni per domani
mattina. Volete prendere appunti?
Tirai fuori il blocco dal cassetto.

Mercoled mattina, dopo aver fatto colazione in cucina con Fritz, come
sempre,  mentre Wolfe,  come sempre,  consumava la  sua  a  letto,  mi
accinsi a eseguire le istruzioni.  Erano semplici,  ma risult che non
erano altrettanto facili da espletare. La prima, e la principale,  era
di telefonare al dottor Buhl,  fissargli un appuntamento l in ufficio
per le undici, ora in cui Wolfe sarebbe sceso dalle serre, e dirgli di
portare anche Anne Goren.
Per cominciare,  per riuscire a parlargli,  si fece quasi mezzogiorno.
Dalle  nove alle dieci,  rispondeva soltanto la segreteria telefonica,
per informarmi che il dottore era fuori per visite.  Gli lasciai detto
di  telefonarmi,  ma  non  lo  fece.  Dalle  dieci in poi,  parlai con
l'infermiera dello studio.  Si mostr cortese e comprensiva,  sia pure
in  modo  riservato,  le  prime tre volte che chiamai,  ma alla quarta
divenne un po' brusca.  Il dottore,  ancora in giro per  le  visite  a
domicilio,   era   stato   informato   della  mia  richiesta  d'essere
richiamato,  e se finora non aveva avuto un momento di tempo,  lei non
sapeva cosa farci.
Quando  finalmente  Buhl  mi  telefon,  non  potevo certo pregarlo di
venire con la signorina Goren per le undici, visto che erano le dodici
meno un quarto, cos suggerii di fare per le tre,  e per risposta ebbi
un no,  secco.  N alle tre n a nessun'altra ora. Aveva detto a Wolfe
tutto quello che aveva da dire sulla morte di Bert Fyfe; ma se proprio
Wolfe desiderava parlare con lui per telefono, due minuti poteva anche
accordarglieli. Consultato, Wolfe disse di no: non per telefono. Punto
morto.
Risultato fu che, dopo pranzo,  tirai fuori l'auto dal garage e coprii
i  60  chilometri,  lungo  la West Side Highway e poi la Sawmill River
Parkway,  fino a Mount Kisko,  dove scoprii che lo studio  del  dottor
Buhl  era  in  una  grande  villa bianca,  circondata da un gran prato
verde.  Mi aveva  fatto  sapere  che  avrebbe  potuto  ricevermi  dopo
l'orario  di  visite,  che  era  dalle  due  alle quattro,  ma in sala
d'aspetto c'erano ancora cinque pazienti quando arrivai,  cos feci  a
lungo  anticamera,  sfogliando il solito genere di riviste,  prima che
l'infermiera,  che era con lui da non meno  di  60  anni,  mi  facesse
passare.
Buhl,  seduto a una scrivania,  con aria stanca ma sempre distinta, mi
accolse con fare sbrigativo.  Ho delle visite a domicilio da  fare  e
sono gi in ritardo. Cos'altro c'?
So essere sbrigativo anch'io.  Una questione dissi, sollevata da un
parente  del  defunto.   Qualcuno  ha  sostituito   la   morfina   con
qualcos'altro?  Il  signor  Wolfe  non  vuole  girare  la domanda alla
polizia senza averci riflettuto un po' sopra, ma se voi preferite...
La morfina? Volete dire la morfina somministrata a Bert?
S, dottore. Dato che la questione  stata sollevata da...
Da quell'idiota di Paul, naturalmente. E' assurdo.  Sostituita quando
e da chi?
Non  specificato. Sedetti,  senza che lui m'invitasse a farlo.  Ma
il signor Wolfe non pu ignorare  la  cosa,  per  cui  gradirebbe  una
piccolainformazione.Avete   dato   voi   stesso   la   morfina
all'infermiera?
Dall'occhiata che mi diede,  m'aspettavo di sentirmi dire  d'andare  a
quel paese, e subito; ma forse lui cambi idea e decise di rispondere,
per  farla finita.  La morfina disse,  veniva da una boccetta presa
dalla mia borsa.  Presi dalla boccetta due pastiglie da un  quarto  di
grano  e  le  diedi  all'infermiera,  raccomandandole  di darne una al
paziente non appena se ne fossero andati gli ospiti e,  se necessario,
di  dargli  l'altra  un'ora  pi tardi.  L'infermiera mi ha assicurato
d'averle somministrate secondo le  mie  istruzioni.  Supporre  che  le
pastiglie  siano  state  sostituite  con qualcos'altro  semplicemente
assurdo.
S,  signore.  E l'infermiera dove le  teneva,  fino  al  momento  di
somministrarle?
Non lo so.  E' molto competente e degna del pi completo affidamento.
Volete che glielo domandi?
No, grazie,  lo far io.  Potrebbe sorgere qualche dubbio a proposito
della vostra boccetta? Potrebbe essere stata manomessa?
Impossibile. No.
Avete  rinnovato  la  provvista di pastiglie di morfina,  di recente?
Voglio dire, avevate riempito la boccetta di recente?
No. L'avevo riempita da due settimane almeno. Di pi, forse.
Secondo voi c' una probabilit - una su un milione, diciamo - che vi
siate sbagliato di boccetta?
No. Neppure una su un miliardo. Inarc le sopracciglia.  Non stiamo
perdendo  il  nostro  tempo?  Da quello che mi ha detto ieri David m'
sembrato di capire che i  sospetti  di  Paul  fossero  diretti  contro
l'uomo che ha accompagnato Bert a New York: il signor Arrow.
Pu  darsi,  ma  il signor Wolfe intende essere meticoloso.  E' fatto
cos. Mi alzai.  Grazie infinite,  dottore.  Se vi fa meraviglia che
sia  venuto  fin  qui  soltanto  per sapere questo,  aggiunger che il
signor Wolfe  anche prudente. Non gli va di fare domande per telefono
su una morte inaspettata.
Lo lasciai, tornai alla macchina e ripartii. Il percorso per ritornare
sull'autostrada mi port attraverso il centro  della  citt  e  su  un
edificio d'angolo tutto in mattoni rossi - proprio in ottima posizione
-  vidi  l'insegna: FARMACIA TUTTLE.  Mi andava benissimo per fare una
telefonata,  cos parcheggiai un po' pi avanti e rifeci il pezzetto a
piedi.  Dentro,  vidi  che  il  posto  era  grandissimo: moderno,  ben
fornito,   con  annessa  profumeria,   posto  di  ristoro   e   cabine
telefoniche.  Una  mezza  dozzina  di  clienti  occupava  gli sgabelli
davanti al banco  delle  bibite,  un  altro,  presso  il  banco  della
farmacia,  veniva servito dal proprietario in persona, Vincent Tuttle.
Andai a chiudermi in una cabina,  chiamai  il  centralino,  chiesi  il
numero  che  conoscevo  meglio  di  ogni  altro e qualche momento dopo
risonava al mio orecchio la voce di Wolfe.
Chiamo da una cabina gli dissi,  nella farmacia di Tuttle,  a Mount
Kisko.  L'idea  di  una  manomissione della morfina,  e cito le parole
testuali di Buhl,  semplicemente assurda. Quanto alla provenienza, ha
dato lui stesso due compresse da un quarto  di  grano  all'infermiera,
prendendole dalla sua scorta personale. Continuo?
No.  Era  un  brontolio  rabbioso,  come  sempre quando Wolfe veniva
disturbato su nella serra.  O  meglio,  s,  ma  prima  dovrete  fare
ulteriori indagini a Mount Kisko. Dopo che siete uscito, ho riflettuto
sulla  questione  delle borse per l'acqua calda,  e potrebbe darsi che
avessi trovato una spiegazione...  oppure no.  In ogni caso,  vale  la
pena  di  tentare.  Parlate  con  Paul Fyfe e domandategli che fine ha
fatto il gelato. Ricorderete che...
S, l'aveva comperato da Schramm e intendeva portarselo a Mount Kisko
per offrirlo il giorno dopo, cos l'ha portato su da Bert e l'ha messo
in frigorifero. Volete sapere che cosa ne  stato?
Precisamente.  Cercate  Paul  e  domandateglielo.   Se  ve  lo  dice,
controllate bene la sua versione.  Se non ve lo dice, vedete un po' se
possono dirvelo il signor Tuttle o la signora  Tuttle,  e  controllate
ugualmente.  Se  neppure  loro  lo  sanno,  provate  a domandarlo alla
signorina Goren,  quando la interrogherete sulla morfina.  Se  non  sa
niente,  cercate il signor Arrow e domandate a lui.  Voglio sapere che
fine ha fatto quel gelato.
S,  s,  lo vedo.  Ditemi perch,  cos avr un'idea pi  chiara  di
quello che devo appurare.
No.  Non  vi  fa  certo difetto la discrezione,  ma non c' motivo di
sottoporla a sforzi inutili.
Avete assolutamente ragione e apprezzo profondamente la  delicatezza.
Tuttle  qui, posso cominciare col domandare a lui?
Disse  di no,  di parlare prima con Paul,  e riattacc.  Mentre uscivo
dalla  cabina  e  dalla  farmacia,   e  mi  dirigevo  verso  l'ufficio
dell'agenzia immobiliare di Paul, un isolato pi in l, mi scervellavo
per  riuscire  a  vedere un nesso tra il famoso gelato di mango che si
acquistava da Schramm e le borse dell'acqua calda nel  letto  di  Bert
Fyfe ma,  se c'era,  a me non riusciva di trovarlo.  E in fondo era un
bene,  se  il  nesso  realmente  esisteva,   perch  non  sopporto  di
affaticare la mia discrezione.
Trovai Paul al primo piano di un vecchio edificio di legno,  sopra una
drogheria.  Il suo ufficio era una  stanzetta,  con  due  scrivanie  e
alcune  vecchie  sedie  scompagnate  che probabilmente gli erano state
assegnate quando in famiglia si  erano  divisi  i  mobili  della  casa
paterna.  Alla  pi piccola delle scrivanie sedeva una donna dal lungo
collo rinsecchito e dalle orecchie a sventola,  che aveva  all'incirca
il  doppio dell'et di Paul e che poteva considerarsi perfettamente al
sicuro perfino con lui.  Paul,  all'altro tavolo,  non si alz  quando
entrai.
Voi? disse. Avete scoperto qualcosa?
Guardai la donna che stava scartabellando dei fogli. Paul le disse che
poteva anche andare e lei,  senza farselo ripetere, mise un fermacarte
sui fogli, si alz e usc. Niente smancerie o salamelecchi.
Aspettai che la porta si chiudesse alle spalle di lei e risposi:  Non
ho fatto scoperte, per ora, ma ne vado a caccia. Il signor Wolfe mi ha
mandato  qui  per domandare al dottor Buhl notizie sulla morfina e,  a
voi,  sul gelato.  L'ultima volta che ne abbiamo sentito  parlare  era
ancora nel frigorifero, in casa di vostro fratello Bert. Poi, che fine
ha fatto?.
Ah,  questa poi! Mi fissava,  o almeno mi fissava con l'occhio sano.
Era difficile dire che  cosa  facesse  con  l'occhio  nero.  Ma  cosa
c'entra il gelato, ora?
Non lo so.  Spesso non so quello che pensa il signor Wolfe, ma l'auto
 sua,   lui che paga la benzina e che mi paga lo  stipendio,  perci
cerco di farlo contento. E' la soluzione pi facile e pi rapida anche
per voi,  a meno che non ci sia qualcosa,  riguardo a quel gelato, che
preferite tenere per voi.
Ma non c' un bel niente. Un gelato  un gelato.
Allora non vale neppure la pena che mi sieda. L'avete portato a Mount
Kisko, per offrirlo la domenica, come avevate detto?
No. Non sono pi tornato a Mount Kisko fino a domenica sera.
Ma il giorno dopo,  luned,  eravate di  nuovo  a  New  York  per  il
funerale...  e per fare un'altra visita alla signorina Goren.  L'avete
ritirato allora dal frigo, forse?
Sentite disse lui,  lasciamo fuori di questa  storia  la  signorina
Goren.
Cos  mi  piace  dissi  con calore.  Io sono sempre in favore della
galanteria. Ma il gelato, che fine ha fatto?
Non lo so e non me ne importa un corno.
L'avete pi visto o  toccato  dopo  averlo  messo  in  frigo,  sabato
pomeriggio?
Proprio  no.  E  se  volete  il  mio parere,  trovo ridicola tutta la
faccenda.  Non so dove quel ciccione di Wolfe abbia preso la fama  che
ha, ma se  questo il modo in cui conduce le inda... Be', perch tanta
fretta?
Ero  gi  arrivato  alla  porta.   Voltandomi,   nell'aprirla,   dissi
educatamente: Lieto d'avervi rivisto.
Ritornai sui miei passi, verso la farmacia di Tuttle,  e l trovai che
c'era stato un cambio di clientela,  ma che gli affari andavano sempre
a gonfie vele.  La pelata lucente di Tuttle  spuntava  da  dietro  una
vetrinetta di cosmetici.  Andai verso di lui, riuscendo ad attirare la
sua attenzione,  e gli dissi che avevo bisogno di rubargli un paio  di
minuti,  appena  possibile,  dopo  di  che mi avvicinai al banco delle
bibite e ordinai un bicchiere di latte. Il tempo di finirlo,  o quasi,
e  lui mi chiam,  facendomi segno di seguirlo,  cos lo raggiunsi nel
retro,  al di l di un divisorio.  Si appoggi a uno scaffale e  disse
che era una sorpresa, vedermi l, e come mai da quelle parti.
Un  paio  di  commissioncine,  gli dissi.  Domandare al dottor Buhl
della morfina e domandare a voi del  gelato.  A  Paul  Fyfe  l'ho  gi
domandato.  Ricorderete  che  comper  del  gelato da Schramm,  sabato
pomeriggio,  e che lo port  su  in  casa  di  Bert  per  metterlo  in
frigorifero, con l'intento, pi tardi, di portarselo a casa.
Tuttle mi corresse. Ricordo che disse di averlo fatto. E allora?
Il signor Wolfe vuole sapere che ne  stato. Paul dice che non lo sa.
Dice che non l'ha pi rivisto, dopo averlo messo in frigo. Voi?
Io non l'ho visto affatto.
Speravo  di  s.  Voi  e  vostra moglie siete rimasti l sabato sera.
Domenica mattina,  vostro cognato era morto,  ma ugualmente penso  che
qualcosa avrete mangiato. Pensavo che aveste aperto il frigorifero per
cercare qualcosa per fare colazione, e che aveste notato il gelato.
La  colazione  ce  la  siamo  fatta  mandar su. Tuttle aggrottava la
fronte. Non c'era attrezzatura, l,  per poter cucinare qualcosa.  Ma
ora  che  ci  penso  mi  pare che Paul abbia nominato il gelato sabato
sera,  a tavola.  Disse qualcosa del mio  gelato,  qui,  che  non  era
paragonabile  a quello di Schramm,  e mi domand perch non lo tenessi
anch'io,  al che gli spiegai che i prodotti di  Schramm  si  vendevano
solo nei loro negozi speciali, e che del resto erano troppo cari. Poi,
mi pare che vi abbia accennato mia moglie durante la domenica,  quando
and a prendere del ghiaccio dal frigo, per le bibite.
Ne avete per caso mangiato un po', domenica?  O ve lo siete portato a
casa?
No.  Non l'ho mai visto,  vi ripeto.  Siamo rimasti nell'appartamento
fino a luned e siamo tornati a casa dopo il funerale.
Non sapete che fine abbia fatto?
Vi dico di no.  Sar ancora l,  penso.  A  meno  che  quell'Arrow...
perch non domandate a lui?
Lo  far.  Ma  prima,  visto che sono qui,  vorrei domandare a vostra
moglie. C'?
E' a casa,  in Iron Hill Road.  Posso telefonarle e dirle  che  state
andando  l,  oppure  potete domandarglielo per telefono.  Ma non vedo
cos'abbia a che fare quel gelato con la morte del povero  Bert.  Dov'
il nesso?
Mi  sembr  che  quella  reazione  arrivasse un po' tardiva,  ma forse
dipendeva dal fatto che,  essendo  soltanto  un  cognato,  Tuttle  non
voleva  avere  l'aria  di intromettersi.  Giuro che non lo so dissi.
Eseguo soltanto ordini.  Perch non chiamiamo la signora al telefono,
cos mi risparmio la strada fin l?
Si gir verso un apparecchio,  l a un passo, form un numero, aspett
che  rispondesse  e  disse  alla  moglie  che  desideravo   domandarle
qualcosa,  poi  pass  il  ricevitore  a me.  Louise,  non essendo una
parente acquisita,  disse subito che era ridicolo seccarli con domande
cos  irrilevanti,  ma dopo un po' di tira e molla mi disse quello che
sapeva,  cio niente.  Non aveva mai visto il gelato,  sebbene  avesse
probabilmente visto il pacco.  Nel prendere il ghiaccio dal frigo,  la
domenica pomeriggio,  aveva notato un capace sacchetto di  carta,  sul
ripiano  in  basso,  e  nel tornare in soggiorno ne aveva accennato al
marito e al fratello David,  che era l,  dicendo  che  quello  doveva
essere il gelato di Paul e domandando se ne volessero un po'.  Avevano
rifiutato,  e lei non aveva neppure guardato dentro il  sacchetto.  N
aveva alcuna idea di che fine avesse fatto.
La ringraziai, riattaccai, ringraziai il marito e alzai i tacchi.
Tappa successiva la Quarantottesima Strada, a Manhattan.

Considerate le possibilit di parcheggio,  o meglio l'impossibilit di
parcheggiare,  ho rinunciato a usare la macchina per le commissioni in
centro,   cos   lasciai   il   corso   principale  all'altezza  della
Quarantaseiesima e portai l'auto in garage. Avrei potuto telefonare da
l un rapporto a Wolfe,  ma la casa  proprio a un passo di  distanza,
cos  andai  di  persona,  invece  di  telefonare,  e mi aspettava una
sorpresa.
In risposta alla mia bussata,  non fu Fritz che venne  ad  aprirmi  la
porta,  ma Saul Panzer.  Saul,  con quel nasone che occupa pi di met
dell'area disponibile, sulla faccia lunga e stretta,  a prima vista ha
l'aria  di  chi ha bisogno d'essere aiutato a sommare due pi due.  In
realt, non ha bisogno d'aiuto per niente al mondo.  Non  soltanto il
migliore  dei  quattro o cinque operatori che Wolfe chiama in soccorso
quando occorre;  il migliore in assoluto.
Ah lo salutai, cos ce l'hai fatta,  finalmente,  a portarmi via il
posto, eh? Allora annunciami al principale, per favore.
Hai  un  appuntamento?  mi  punzecchi di rimando lui,  chiudendo la
porta. Poi mi segu lungo il corridoio e in ufficio.
Wolfe,  seduto alla scrivania,  mi accolse con una specie di grugnito.
Gi di ritorno?
No,  signore  gli spiegai.  Questa  soltanto una sosta intermedia,
dopo avere lasciato l'auto in garage.  Volete un rapporto su Paul e  i
signori Tuttle, prima che riparta?
S. Alla lettera, per favore.
Per  lui,  alla  lettera non significa soltanto parola per parola,  ma
anche con tutte le azioni e le espressioni,  cos sedetti e  gli  feci
una  rappresentazione  fedele.  E'  il  migliore  ascoltatore  che  io
conosca,  di solito con un gomito sul bracciolo,  il mento sul  pugno,
gli occhi semichiusi.
Quand'ebbi  finito  rimase  un  momento  in  silenzio,   poi  assent.
Soddisfacente. Occupatevi pure degli altri... A proposito,  visto che
la macchina non vi serve, pu usarla Saul?
La  domanda era pi seria di quanto potrebbe sembrare.  Da lungo tempo
era stato stabilito che l'auto era l'unico  oggetto  di  propriet  di
Wolfe sul quale avevo io l'ultima parola.
Per quanto tempo? domandai.
Oggi, stasera e, forse, parte di domani.
Guardai  l'orologio  e vidi che erano le 6,55.  La giornata di oggi 
quasi terminata. S, sta bene. Posso sapere a che cosa gli serve?
Per ora no. Potrebbe trattarsi di una ciambella senza buco. Tornerete
per cena?
Non lo so. Mi alzai.  Se trovo il  gelato,  posso  sempre  mangiare
quello.   Mi  diressi  alla  porta  e  dalla  soglia  mi  voltai  per
aggiungere: Saul potr mangiare la ciambella e uscii.
Fermato un taxi nella Decima Avenue,  mentre mi  lasciavo  trasportare
verso  l'East  Side,  piccola  parte  del  lungo  verme a mille ruote,
ragionavo tra me che Wolfe  doveva  avere  intravisto  un  barlume  di
qualcosa, visto che la tariffa di Saul era adesso di cinquanta dollari
al giorno, un bel morso quotidiano in un compenso di mille dollari; ma
ancora  non riuscivo a trovare un legame tra le borse dell'acqua calda
e il gelato di mango. Naturalmente,  poteva darsi che Saul fosse stato
sguinzagliato  lungo una pista completamente diversa.  Quanto al fatto
che Wolfe preferiva tenere tutto per s,  avevo smesso da un pezzo  di
prendermela.
Lo  stabile,  nella Quarantottesima,  tra Lexington e la Terza Avenue,
era un vecchio fabbricato  di  mattoni  a  tre  piani,  intonacato  di
giallo.  Sul  quadro  del citofono,  due nomi erano scritti in piccolo
sulla strisciolina in corrispondenza del piano  superiore:  "Goren"  e
"Poletti".  Premetti  il  pulsante  e,  quando  sentii  il ronzio e lo
scatto,  spinsi il battente ed entrai.  La scala era  stretta  ma,  in
compenso,  molto  pulita  e  con  tanto  di  passatoia.  Arrivato  sul
pianerottolo,  ebbi una sorpresa.  Una porta si era  aperta,  e  sulla
soglia non c'era nessuno di nome Goren o Poletti.  C'era Johnny Arrow,
che mi osservava interessato.
Oh disse, riconoscendomi. Pensavo che potesse essere Paul Fyfe.
Avanzai.  Se non  disturbo  dissi,  vorrei  vedere  un  momento  la
signorina Goren.
Per quale ragione?
Bisognava  fargli  abbassare un po' la cresta.  Senti,  senti dissi.
Non pi tardi di ieri vi stavate vantando d'averla portata a  pranzo.
Non ditemi che siete gi stato promosso cane da guardia.  Voglio farle
una o due domande.
Per un attimo, pensai che pretendesse di conoscere le domande,  ma lui
decise  invece  di  mostrarsi  accomodante.  Mi  invit a entrare,  mi
precedette al di l di  un'arcata  in  un  soggiorno  ammobiliato  con
squisito tocco femminile, spar, e torn di l a un istante.
Si sta cambiando mi inform.  Sedette.  Siamo stati alla partita, 
poco che siamo tornati,  e ora usciamo di nuovo  per  andare  a  cena.
Questa mattina volevo telefonarvi.
Cio, volevate telefonare a Nero Wolfe?
No,  a  voi.  Volevo domandarvi dove avevate comperato il vestito che
avevate ieri sera.  Ora vorrei domandarvi dove avete comperato  quello
che indossate ora, ma ho paura di sembrare indiscreto.
Lo  capivo.  Rendendomi  conto che un tizio il quale ha passato cinque
anni  in  zone  deserte  e,   arrivato  a   New   York,   si   ritrova
improvvisamente  ad affrontare il problema di rimorchiarsi attorno una
ragazza di cui  innamorato,  deve trovarsi in difficolt,  tanto  pi
disponendo  di  un gruzzolo di parecchi milioni di dollari,  gli diedi
tutte le informazioni di cui abbisognava,  dai calzini  alle  camicie.
Eravamo  arrivati  ai gil fantasia,  e stavamo esaminando il pro e il
contro,  quando Anne Goren entr quasi fluttuando e,  nel vederla,  mi
pentii  d'avere  punzecchiato  Arrow.  Io  per  il  primo  sarei stato
dispostissimo a portarla a pranzo, se non fossi stato in servizio.
Scusate se vi ho fatto aspettare mi disse cortesemente lei.  Di che
si tratta? Non si sedeva, e noi ci eravamo alzati.
Un  paio  di  cosette.  Ho  visto il dottor Buhl,  nel pomeriggio,  e
pensavo che vi avesse telefonato, ma poi ho sentito che non eravate in
casa.  Prima di tutto,  vorrei parlare della morfina che lui vi  diede
sabato  da somministrare a Bertram Fyfe.  Dice che prese due compresse
da un quarto di grano dalla boccetta che aveva nella borsa,  e che  le
diede a voi, con le istruzioni. E' esatto?
Un  momento.  Arrow  mi  fissava,  strizzando  le  palpebre.  Cos'
quest'altra storia, ora?
Nessuna  storia.  Sostenni  lo  sguardo  degli  occhi  castani   che
filtrava, duro, attraverso le palpebre. Il signor Wolfe ha bisogno di
saperlo per mettere in chiaro una cosa,  tutto qui.  Avete qualcosa in
contrario a rispondere,  signorina Goren?  Ho domandato al dottor Buhl
dove  tenevate  le pastiglie fino al momento di somministrarle,  e lui
m'ha risposto di domandarlo a voi.
Le ho messe in un piattino che ho posato sopra il  cassettone,  nella
camera del malato. Si fa sempre cos.
Bene.  Vi  dispiacerebbe  descrivere i vostri gesti a uno a uno?  Dal
momento in cui il dottor Buhl vi diede quelle pastiglie?
Me le consegn poco prima di andarsene,  e dopo che se n'era  andato,
io  mi  avvicinai al cassettone e le misi nel piattino.  Le istruzioni
erano di somministrarne una non appena fossero andati via gli  ospiti,
e un'altra un'ora dopo, se fosse stato necessario, cosa che ho fatto.
Parlava  in  tono  distaccato  e professionale.  Alle otto e dieci ho
messo una delle pastiglie dentro la siringa ipodermica,  insieme a  un
c.c.  di  acqua sterilizzata,  e ho iniettato la soluzione nel braccio
del paziente. Un'ora dopo ho visto che dormiva ma era irrequieto, cos
ho ripetuto l'operazione con l'altra pastiglia.  E' bastato perch  si
calmasse del tutto.
Avete qualche motivo di sospettare che le pastiglie, l nel piattino,
fossero state cambiate da qualcuno? Che quelle da voi somministrate al
paziente non fossero le stesse che vi aveva dato il dottor Buhl?
Assolutamente no.
Sentite  un  po'  disse  in  tono strascicato Johnny Arrow,  non mi
piacciono affatto queste domande. Comincio ad averne abbastanza.
Gli sorrisi.  Siete troppo suscettibile.  Se  mai  ci  si  mettessero
quelli della polizia,  martellerebbero la signorina di domande per ore
e ore.  Cinque persone hanno ammesso d'essere entrate nella stanza del
malato  dopo  che se n'era andato il dottor Buhl,  compreso voi,  e su
questo punto la polizia non farebbe che avanti, indietro,  in qua,  in
l,  in su e in gi.  Io non voglio guastare l'appetito alla signorina
Goren prima di cena,  per cui mi  limito  a  domandarle  se  ha  visto
qualcosa  di  sospetto.  O  se  ha sentito qualcosa.  Vi sembra di no,
signorina Goren?
Sono sicura di no.
Bene, vi credo. Ora l'altro punto. Forse sapete, o forse no, che Paul
Fyfe port del gelato di mango su  nell'appartamento  e  lo  mise  nel
frigorifero.  A cena ne parlarono, ma voi non eravate presente. Sapete
per caso che fine abbia fatto quel gelato?
No. Ma la cosa in s mi sembra un po' sciocca. Gelato?
Spesso devo apparire sciocco.  Non badateci.  Il signor  Wolfe  vuole
avere notizie di quel gelato. Voi non ne sapete proprio niente?
No. Non l'ho mai sentito nominare.
Benissimo. Mi rivolsi ad Arrow. La stessa domanda vale per voi. Che
cosa sapete del gelato di mango che era in frigo?
Niente. Rise. Potete fare il cattivo quanto volete, con me, dopo la
strizzata  che m'avete dato ieri sera,  ma non cercate di venirmi alle
spalle. Intendo tenervi sempre di fronte.
Di fronte so essere altrettanto pericoloso.  Ma torniamo  al  gelato.
Ricordate che Paul Fyfe ne parl, a cena?
S, s, mi sembra. Ma chi ci pensava pi?
Voi per non l'avete n visto n toccato?
No.
N avete idea di che fine possa avere fatto?
No.
Allora  devo  pregarvi  di  farmi  un  favore.  Lo farete anche a voi
stesso, perch  il modo pi rapido di sbarazzarvi di me. Dove andrete
a cena?
Ho prenotato un tavolo al Rusterman.
Cominciava a impratichirsi, probabilmente con l'aiuto di Anne. Ottima
cosa dissi,  perch dista soltanto un isolato  o  poco  pi.  Dovete
farmi il favore di accompagnarmi su in casa,  alle Churchill Towers, e
farmi dare un'occhiata nel frigorifero.
Avevo fatto bene a prendermi  il  disturbo  di  erudirlo  su  sarti  e
camiciai.  Penso che, altrimenti, avrebbe rifiutato di accompagnarmi e
mi sarebbe toccato convincere Tim Evarts,  il poliziotto  della  casa-
albergo,  a  favorirmi,  il che sarebbe costato tempo e denaro.  Arrow
tent  di  esimersi,  veramente,  ma  Anne  intervenne,   dicendo  che
avrebbero perso meno tempo ad accontentarmi che a discutere, e cos la
questione fu risolta.  Sembrava probabile che negli anni a venire Anne
ne avrebbe risolte molte, di questioni, e l per l decisi di lasciare
che Arrow se la sposasse.  Lei gli permise d'aiutarla a  drappeggiarsi
una stola ricamata sulle spalle nude e lui prese un cappello di feltro
nero  dal  tavolo.  Mentre scendevamo le scale,  e nel taxi per andare
fino alle Churchill,  ero tentato di erudirlo sui cappelli  di  feltro
nero,  quando,  come  e con che cosa,  ma con Anne presente pensai che
fosse consigliabile soprassedere.
L'appartamento delle Churchill Towers,  al trentaduesimo piano,  aveva
un'anticamera   delle   dimensioni  della  mia  stanza  da  letto,   e
l'estremit di quel corridoio formava  una  specie  di  dispensa,  con
porta  di  servizio.  Oltre  a  un  lungo  mobile  dal piano d'acciaio
inossidabile,   la  dispensa  aveva  uno  scaldavivande  e  un  capace
frigorifero,  nonch uno sportello che si apriva su una pattumiera; ma
mancava l'attrezzatura per cucinare.  Arrow e Anne si fermarono  sulla
soglia,   vicinissimi,   mentre   io   andavo  a  guardare  dentro  il
frigorifero.
Il congelatore,  in alto,  conteneva sei contenitori per il ghiaccio a
cubetti  e  nient'altro.  Sulle  mensole c'erano un paio di dozzine di
bottiglie - birra,  acqua  tonica  -  cinque  bottiglie  di  champagne
coricate,  una  fruttiera  con  delle  arance  e un piatto d'uva.  Non
c'erano sacchetti,  n grandi  n  piccoli,  e  assolutamente  nessuna
traccia  di  gelato.  Chiusi  la portiera e aprii quella dello scalda-
vivande.  Non conteneva niente.  Aprii lo sportello della  pattumiera,
provai a sporgere la testa, e sentii un certo odore, ma non di gelato.
Mi voltai verso l'ammaliatrice e l'ammaliato. Bene dissi, rinuncio.
Grazie infinite. Come ho detto, era il modo pi rapido per sbarazzarvi
di  me.  Fate  una  buona  cenetta.  Mi  lasciarono  passare  e io li
precedetti fuori, andandomene per la mia strada.
Quando Wolfe aveva voluto sapere dove avrei cenato, gli avevo risposto
che non lo sapevo,  ma lo sapevo adesso.  Potevo essere a casa per  le
8,30,  e  quel  pomeriggio,  per  preparare  una delle pietanze estive
preferite da Wolfe, Fritz si era procurato otto piccole aragoste, otto
avocados e un bel cespo di lattuga.  Una volta che vi avesse  aggiunto
il giusto quantitativo di cipolline,  prezzemolo,  pomodoro, maionese,
sale, pepe, peperoncino piccante e vino bianco secco, avrebbe ottenuto
un'insalata di aragosta alla  brasiliana  con  ritocchi  apportati  da
Wolfe, e neppure Wolfe sarebbe riuscito a farla sparire tutta entro le
otto e mezzo.
Non c'era riuscito,  infatti.  Lo trovai in sala da pranzo,  a tavola,
intento ad attaccare una coppa di semifreddo ai mirtilli  guarnita  di
panna  montata.  Non vedevo traccia di insalata d'aragosta,  ma Fritz,
che era venuto ad aprirmi,  arriv ben presto con il piatto  d'argento
da portata,  e ce n'era rimasta in abbondanza.  Il veto di Wolfe - mai
parlare di lavoro durante  i  pasti  -    una  misura  di  protezione
personale  ma se ne avvantaggiano anche gli altri,  me compreso,  cos
potevo   concentrare   l'attenzione   su   cose   essenziali,quali
l'equilibrare  in dosi ideali gli ingredienti di ciascuna forchettata.
Soltanto dopo che questo era stato fatto,  dopo che avevo avuto la mia
razione di semifreddo,  e dopo che, attraverso il corridoio, c'eravamo
spostati nell'ufficio,  dove Fritz ci serv il caff,  lui si decise a
chiedermi un rapporto.  Glielo feci. Quand'ebbe finito di descrivergli
la fase culminante,  ossia la scoperta che il frigorifero era vuoto  -
vuoto di gelato, s'intende - riempii di nuovo le tazze.
Per  dissi,  se  proprio  vi    indispensabile sapere che fine ha
fatto, e Dio solo sa perch, c' ancora una debole speranza. David non
era sul mio elenco. Volevo telefonarvi,  dalle Churchill,  per sentire
se   dovevo   provare   anche  con  lui,   ma  desideravo  un  po'  di
quell'aragosta.  Ha passato in quell'appartamento  buona  parte  della
domenica. Devo interrogarlo?
Gli  ho  telefonato io nel pomeriggio borbott Wolfe,  e alle sei 
stato qui. Dice di non saperne niente.
Allora,  questo  tutto. Mandai gi un sorso di caff.  Il caff  di
Fritz   il migliore della terra.  Ho provato a farlo esattamente come
fa lui,  ma non  la stessa cosa.  Mandai gi un  secondo  sorso.  Il
giochetto non  riuscito.
Non  un gioco.
Allora che cos'?
E' una finestra per la morte. E per stasera ci fermeremo qui. Domani,
poi, vedremo se  come dico io. Archie?
S?
Non  mi piace la luce che vi brilla nello sguardo.  Se state pensando
di tormentarmi con le vostre domande,  non fatelo.  Andate in un'altra
stanza.
Volentieri.  Andr  a mangiare un altro po' di semifreddo. Presi con
me la tazza e me ne andai in cucina.
Passai il resto della serata l,  a chiacchierare con Fritz fin  verso
le undici,  ora in cui lui andava a letto; poi tornai di l in ufficio
per chiudere la cassaforte,  diedi la buonanotte a Wolfe  e  salii  in
camera mia.  Mi capita spesso di sentirmi soddisfatto di me, quando mi
preparo ad andare a letto dopo una giornata di lavoro,  ma quella sera
non  lo  ero  per  niente.  Non ero riuscito a sapere che sorte avesse
avuto il gelato.  Non avevo la pi pallida idea sulla parte avuta  dal
gelato in quella faccenda.  Non sapevo che cosa fosse una finestra per
la morte, sebbene sapessi che una finestra per la morte c'era stata in
un inverno di vent'anni prima. Eppoi, una delle pi nobili funzioni di
un uomo  di impedire ai miliardari di appropriarsi delle ragazze  pi
carine, e io non avevo mosso un dito per ostacolare Arrow.
Inoltre,  il  caso  in  s non valeva molto: le probabilit di cavarne
qualcosa  di  pi  dei  mille  dollari  gi  versati  da  David  erano
illusorie,  e  l'incarico  era  limitato  al  dover  decidere  se fare
intervenire la polizia oppure no.  Tutto sommato,  non  c'era  di  che
rallegrarsi.  Di  solito mi addormento dieci secondi dopo avere posato
la testa sul cuscino,  ma quella sera mi  rigirai  nel  letto  per  un
minuto o due, prima di prendere sonno.
Il difetto della mattina  che arriva quando uno non  ancora sveglio.
Sono  in  uno  stato  confusionale  finch non sono lavato,  vestito e
finch non sono riuscito come Dio vuole  a  scendere  in  cucina  e  a
ingurgitare  un  bicchiere  di spremuta d'arancia;  allora posso dirmi
veramente sveglio quando sono alla  quarta  fetta  biscottata  e  alla
seconda  tazza  di  caff.  Ma  quel gioved mattina il processo venne
accelerato. Mentre mi accingevo a bere il succo d'arancia, mi accorsi,
attraverso il mio  stato  confusionale,  che  Fritz  stava  disponendo
qualcosa su un vassoio, cos guardai l'orologio.
Mio Dio dissi, siete in ritardo. Sono le otto e un quarto.
Oh  disse  lui,  il  signor  Wolfe  ha gi fatto colazione.  Questo
vassoio  per Saul.  E' su dal signor Wolfe.  Ha detto di  averla  gi
fatta  anche lui,  ma sapete bene quanto  ghiotto della mia salsiccia
estiva.
Quando  arrivato?
Verso le otto.  Il signor Wolfe vuole che andiate su  da  lui  appena
avrete finito di mangiare. Prese il vassoio e spar.
Ecco,  ero  sveglio,  ormai.  Ma non era un fatto positivo,  perch mi
impediva di gustare la colazione. Mangiai la salsiccia, d'accordo,  ma
dimenticando di gustarla, e per giunta dimenticai di spalmare di miele
l'ultima frittellina e me ne accorsi dopo averne mangiata pi di met.
Tenevo  il  "Times" appoggiato alla caffettiera davanti a me e fingevo
di leggerlo,  ma non potevo concentrarmi.  Erano appena le 8,32 quando
mandai gi l'ultimo sorso di caff,  respinsi la sedia, salii al primo
piano, dove c'era la camera da letto di Wolfe,  trovai la porta aperta
ed entrai.
Wolfe,  in  pianelle  e  pigiama  giallo limone,  sedeva a un tavolino
vicino alla finestra, e Saul,  di fronte a lui,  masticava salsiccia e
focaccia. Mi avvicinai.
Buongiorno dissi, con freddezza. Una lustratina alle scarpe?
Archie disse Wolfe.
S, signore. Una stiratina al vestito?
So  bene  che  a  quest'ora  siete  intrattabile,  ma  ho  bisogno di
concludere questa faccenda.  Convocateli  tutti,  compreso  il  dottor
Buhl.  Fate  in  modo  che  siano  qui  per le undici o,  se proprio 
impossibile, per mezzogiorno. Dite che ho preso la mia decisione e che
desidero comunicarla a tutti.  Se il dottor Buhl si mostrer ostinato,
gli direte che la decisione,  e la ragione per cui l'ho presa, riveste
un notevole interesse professionale per lui,  e che  tengo  moltissimo
alla sua presenza.  Se gli telefonate subito,  forse lo intercetterete
prima che inizi la sua giornata di lavoro. Cominciate da lui.
E' tutto?
Per il momento,  s.  Ho bisogno di consultarmi ancora  un  poco  con
Saul. Li lasciai.

Mancavano   venti  minuti  a  mezzogiorno  quando,   avvertito  da  me
attraverso il telefono interno,  che erano tutti presenti,  Wolfe fece
il suo ingresso,  and fino alla scrivania,  salut i convenuti con un
cenno a sinistra e un altro a destra e  sedette.  Per  telefono,  dopo
un'accesa discussione, il dottor Buhl e io ci eravamo accordati per le
undici e trenta, ma lui era arrivato con dieci minuti di ritardo.
A David, che era il pi anziano della famiglia, avevo dato la poltrona
rossa.  Il dottor Buhl,  Paul e i due Tuttle erano allineati di fronte
alla scrivania di Wolfe, e Paul sedeva dalla parte mia.  Volevo averlo
a  portata  di mano per il caso che a Johnny Arrow fosse venuta voglia
di dargli un'altra ripassatina.  Arrow e Anne erano in  seconda  fila,
vicini, dietro il dottor Buhl. Saul Panzer era in un angolo, vicino al
grosso  mappamondo,  su  una delle poltroncine gialle.  Teneva i piedi
spinti all'indietro,  e appoggiava solo le  punte.  Si  sedeva  sempre
cos, perfino quando giocava a ramino.
Wolfe  appunt l'attenzione su David.  Sono stato ingaggiato esord,
per indagare sulla morte di vostro fratello e decidere  se  fosse  il
caso di chiedere l'intervento della polizia.  Ho deciso di s. Il caso
riguarda effettivamente la polizia.
Tutti mandarono esclamazioni e si scambiarono sguardi.  Paul  si  gir
per  fulminare  con  gli  occhi  Johnny  Arrow.  Louise Tuttle afferr
istintivamente il  braccio  del  marito.  Il  dottor  Buhl  disse  con
autorit:  Contesto  la decisione.  Come medico curante,  pretendo di
conoscerne la ragione.
Wolfe assent.  Certo,  dottore.  E' vostro diritto  avanzare  questa
richiesta.  Naturalmente,  anche  la  polizia  vorr  conoscere le mie
ragioni, e cos tutti i signori presenti, per cui il modo pi semplice
di regolarmi ,  secondo me,  quello di dettare in vostra presenza  un
memorandum  per  l'Ispettore  Cramer,  della  Squadra Omicidi. I suoi
occhi si spostarono dall'uno all'altro.  Sar bene  che  nessuno  dei
presenti interrompa.  Quando avr finito,  risponder alle domande, se
ce ne saranno. Archie, prendete il blocco, per favore. Prima di tutto,
una lettera al signor Cramer.
Mi girai verso il mio tavolo per prendere blocco e matita, mi rigirai,
accavallai le gambe e appoggiai il  blocco  sul  ginocchio.  Cos,  li
avevo tutti di fronte. Sono pronto avvertii.
Caro  signor  Cramer.  Ritengo  che  dovreste  soffermare  la  vostra
attenzione sulla morte del  signor  Bertram  Fyfe,  avvenuta  nel  suo
domicilio,  alle Churchill Towers,  sabato notte. A sostegno della mia
convinzione vi accludo estratti di conversazioni avute di recente  con
sette persone,  di cui allego i rispettivi dati,  nonch un memorandum
sui risultati dell'inchiesta da me compiuta. Saluti, eccetera.
Agit un dito verso di me.  Preparerete i sunti con relativi dati,  e
il  memorandum  vi  dir  che  cosa  dovr  essere  incluso e che cosa
converr invece omettere.  Scriverete anche il  memorandum  sulla  mia
carta intestata, come sempre. Intesi?
Benissimo.
Si  appoggi  all'indietro e sospir.  Memorandum: Dato che tre degli
interessati si chiamano Fyfe di cognome, compreso il defunto,  user i
nomi di battesimo. Penso che la congettura fatta da Paul riguardo alla
morfina possa essere ignorata. Supporre che una delle persone presenti
avesse  con s delle compresse velenose cos simili,  in apparenza,  a
quelle di morfina da poter effettuare la sostituzione senza destare  i
sospetti dell'infermiera,  sarebbe una vera stravaganza.  Una persona,
Tuttle,  il farmacista,  poteva forse essere in possesso di  pastiglie
cos,  o essere in grado di procurarsele o di confezionarle;  ma anche
in questo caso si dovrebbe  partire  dal  presupposto  ch'egli  avesse
previsto la possibilit di sostituirle, inosservato, e anche in questo
caso sarebbe un'ipotesi campata in aria.
E'  ridicolo  dichiar  il  dottor Buhl.  Qualsiasi sostanza letale
avrebbe lasciato tracce che a me non sarebbero sfuggite.
Ne  dubito,   dottore.   La  vostra    un'esagerazione,   e  non  vi
consiglierei certo di ripeterla sul banco dei testimoni. Avevo pregato
di non interrompere. Archie?
Voleva le ultime tre parole, e l'accontentai. Campata in aria.
Gi. Di conseguenza, dopo un'inchiesta puramente formale condotta dal
signor Goodwin, ho liquidato i giochi di prestigio con la morfina come
una  pura  chimera  nata  dalla  fantasia  malevola  di Paul;  e avrei
senz'altro liquidato su quella base l'intera questione se non vi fosse
stata una spina molesta: le borse dell'acqua calda. A capo.
Mi sentivo portato a credere, e sono certo che,  date le circostanze,
sareste  stati d'accordo con me,  che Paul avesse trovato nel letto le
borse vuote.  Questo  mi  sconcertava.  Durante  la  notte,  dopo  che
l'infermiera  se n'era andata,  qualcuno aveva preso le borse di gomma
dal letto,  le aveva vuotate e le aveva rimesse a posto.  Quale poteva
mai  essere  la  ragione?  La  cosa mi preoccupava,  non poteva essere
tranquillamente ignorata.  Ho mandato il signor Goodwin a Mount  Kisko
per indagare sulla morfina, ma unicamente per dovere d'ufficio. Quello
che bisognava in qualche modo spiegare erano le borse d'acqua vuote.
Cercavo  di  considerarle  sotto ogni possibile luce,  in relazione a
tutto ci che mi era stato detto dagli  interessati,  finch,  da  due
direzioni diverse,  e contemporaneamente,  mi  venuta un'ispirazione.
La prima era una possibile risposta alla domanda: a  quale  scopo  due
borse  per l'acqua calda da mettere in un letto potevano servire vuote
invece che piene?  La seconda era il fatto che anche il padre dei Fyfe
era morto di polmonite,  dopo che qualcuno aveva aperto una finestra e
aveva fatto entrare il gelo di una notte invernale.  Una finestra  per
la  morte.  Domanda  e  fatto,  messi insieme,  mi hanno fatto nascere
un'idea. A capo.
Ho fatto  allora  tre  telefonate...  no,  quattro.  Ho  chiamato  il
direttore del negozio Schramm, in Madison Avenue, e mi sono fatto dire
come  vengono  confezionati due litri di gelato in un caldo pomeriggio
estivo per un cliente che desideri portarli con s in macchina dovendo
coprire una certa distanza.  Mi hanno detto che il gelato viene  messo
dentro  un  contenitore di cartone,  e il contenitore sistemato dentro
una scatola sopra uno strato di ghiaccio secco,  e con altro  ghiaccio
secco sistemato tutt'attorno e sopra. Ha detto che questo  il sistema
usato da loro,  invariabilmente. Ho chiamato allora il dottor Villmer,
che abita in questa strada,  e per suo consiglio ho poi telefonato  al
funzionario  di  una  ditta  che  fabbrica  ghiaccio secco,  venendo a
sapere: (a) che una discreta  quantit  di  ghiaccio  secco  collocato
intorno   al  torace  di  un  malato  di  polmonite  gli  abbasserebbe
sicuramente  la  temperatura  in  maniera  sensibile  e  probabilmente
pericolosa;  (b)  che  soltanto  un  esperimento  controllato potrebbe
definire il grado di pericolosit,  forse anche mortale;  (c)  che  il
ghiaccio  secco  premuto contro la pelle,  sia pure con del tessuto di
mezzo, ustionerebbe l'epidermide, lasciando segni ben visibili;  e (d)
che  una borsa di gomma sarebbe l'ideale,  tra il ghiaccio e il corpo,
per evitare le ustioni. La mia quarta...
E' fantastico disse il dottor Buhl. Assolutamente straordinario.
Sono d'accordo disse Wolfe.  Era straordinario anche  il  fatto  al
quale  dovevo  dare una spiegazione.  A capo: La mia quarta telefonata
l'ho fatta a David Fyfe, per pregarlo di venire da me. A questo punto,
dovevo scoprire che cosa ne era stato del  gelato.  L'ipotesi  che  si
stava  formando  non  sarebbe  stata  in piedi se per caso esisteva la
prova che, la domenica, la confezione era ancora intatta,  cos quando
il  signor  Goodwin  mi  ha  chiamato  da  Mount Kisko l'ho pregato di
indagare.  L'ha  fatto,  interrogando  Paul,  i  signori  Tuttle,   la
signorina  Goren  e  il signor Arrow,  e tutti hanno dichiarato di non
saperne niente. Inoltre si ...
La voce acuta e sottile di Louise Tuttle interloqu.  Non  vero!  Ho
detto d'averlo visto in frigorifero, domenica!
Wolfe scosse la testa.  Avete detto d'avere visto un grosso sacchetto
di carta e  d'avere  pensato  che  contenesse  il  gelato.  Non  avete
guardato  dentro  il sacchetto.  Non avete visto il ghiaccio secco. I
suoi occhi erano fissi in quelli di lei. L'avete visto?
Non rispondere salt su Tuttle.
Senti, senti! Wolfe inarcava le sopracciglia. Siamo gi arrivati al
punto in cui  imprudente  rispondere  alle  domande?  Avete  guardato
dentro il sacchetto, signora Tuttle?
No, non ho guardato!
Bene, allora continuer. Archie?
Gli detti la battuta. Inoltre, si ...
Gi.   Inoltre,  si    recato  nell'appartamento,  ha  guardato  nel
frigorifero e del gelato  non  c'era  pi  traccia.  Io  stesso  avevo
domandato a David, e m'aveva detto di non saperne niente. Cos, la mia
ipotesi   cominciava  ora  a  prendere  consistenza.   Qualcuno  aveva
manomesso quel gelato,  e ora mentiva.  Se il ghiaccio secco era stato
usato  nel  modo  suggerito,  per  uccidere  un  malato  di polmonite,
provarlo non sarebbe stato possibile,  dato che il ghiaccio secco  non
lascia  tracce  di  sorta,  e il mio presupposto sarebbe rimasto tale.
Dovevo affrontare il problema da un'altra direzione, e anzi mi ero gi
preparato a farlo, ponendo determinate domande a David Fyfe e mandando
a chiamare Saul Panzer. Voi,  ispettore Cramer,  sapete gi chi  Saul
Panzer. A capo.
C'erano stati alcuni accenni,  come rileverete dagli acclusi estratti
di conversazioni.  Bert Fyfe era stato processato per l'assassinio  di
suo padre e assolto. Si era legato al dito le testimonianze rese dalla
sorella e dai fratelli al processo, e l'elemento pi importante in sua
difesa  era stato l'alibi fornitogli dal suo amico Vincent Tuttle,  il
quale aveva testimoniato che avevano giocato insieme a  carte,  quella
notte,  nella pensione di cui entrambi erano ospiti. Secondo il signor
Arrow,  Bert non era venuto a New York per affari  ma,  per  usare  le
parole  esatte di Arrow,  perch qualcosa lo rodeva,  chiss da quanto
tempo.  Quanto ad Arrow,  non era bersaglio di sospetti da parte  mia,
perch aveva passato la notte tra il sabato e la domenica in guardina.
Vi  sono  altri  punti  che  sicuramente  non  vi sfuggiranno: il pi
suggestivo dei quali,  secondo me,   che Bert non solo and a trovare
la padrona di casa che gli aveva affittato una stanza vent'anni fa ma,
quando  scopr  che  lei  si  era  trasferita  a Poughkeepsie,  and a
cercarla fin l. Come scoprirete dall'estratto della mia conversazione
con David ieri pomeriggio - ricordatemi di dettarvelo,  Archie -  Bert
aveva  vissuto in quella pensioncina per breve tempo,  circa due mesi,
un periodo non sufficiente, direi, a formare un legame cos stretto da
indurlo a cercare la signora con tanta ostinazione dopo un'assenza  di
vent'anni.  Sembrava  logico  concludere  che egli avesse in mente uno
scopo ben preciso. A capo.
Altri elementi suggestivi mi sono venuti ieri da David in risposta  a
mie domande. I rapporti di suo padre con la figliolanza, dopo la morte
della  moglie,  non erano stati cordiali.  Fyfe padre aveva ordinato a
Bert di andarsene di casa  e  di  non  farsi  pi  vedere.  Era  stato
intrattabile  con  David  e  Paul.  Aveva  rifiutato  a  sua figlia il
consenso a lasciarle sposare Vincent  Tuttle,  allora  commesso  nella
farmacia locale,  e le aveva ordinato di non vederlo pi.  Dopo la sua
morte,  Louise aveva sposato Tuttle e,  in seguito,  con la  parte  di
eredit di lei,  avevano acquistato la farmacia.  Da una conversazione
precedente,  avevo saputo che l'eredit  era  stata  divisa  in  parti
uguali tra i figli.
Wolfe  gir un poco la testa.  Prima che io continui,  signor Tuttle,
forse vorrete rispondere a un paio di domande.  E' vero che in  vostra
presenza,  il giorno prima di ammalarsi, Bert accenn al fatto d'avere
rivisto la signora Dobbs,  sua e vostra  antica  padrona  di  casa,  e
d'aver parlato con lei?
Tuttle  si  pass la lingua sulle labbra.  Non mi pare borbott.  Si
schiar la voce. No, che io ricordi.
Ma s, Vince protest David. Guard Wolfe. Ve l'ho gi detto ieri.
Lo so. Sto solo mettendo alla prova la sua memoria. Wolfe si rivolse
a Paul. Voi ve ne ricordate?
S. Paul non staccava  gli  occhi  da  Tuttle.  Eccome,  se  me  ne
ricordo. Disse anche che aveva intenzione di rivederla al pi presto.
Wolfe  mand  un brontolio sordo.  Vi eviter di rispondere,  signora
Tuttle.  Fiss  di  nuovo  il  marito.  Veniamo  all'altra  domanda.
Dov'eravate, ieri sera, tra le sei e le dieci?
Tuttle non se l'aspettava. Ieri sera? domand, incerto.
S.  Dalle  sei  alle  dieci.  Tanto per rinfrescarvi la memoria,  il
signor Goodwin  venuto nella vostra farmacia per interrogare voi e la
signora sul gelato, e ne  venuto via verso le cinque e trenta.
La mia memoria funziona benissimo  dichiar  Tuttle.  Ma  non  sono
tenuto a rendere conto di tutte le mie azioni.
Allora rifiutate di rispondere?
Non avete il diritto di domandarmelo. Non sono affari vostri.
Benissimo.  Pensavo  solo  che  voi  aveste  il  diritto  di dirmelo.
Archie?
Dato che l'interruzione era  stata  lunga,  gli  ripetei  pi  di  tre
parole. Consultai prima il mio blocco. Che l'eredit era stata divisa
in parti uguali tra i figli.
Wolfe  assent.   A  capo.   Come  vedrete  dall'estratto  della  mia
conversazione con il signor Arrow,  questi mi  aveva  detto  che  Bert
aveva  raccontato  ai parenti d'essere andato a trovare la sua vecchia
padrona di casa; e David me l'ha confermato, ieri pomeriggio,  dandomi
anche  il  nome della donna: signora Roberta Dobbs.  L'informazione di
Arrow  stata inoltre confermata da Paul,  nel  corso  di  questa  mia
dettatura. Era desiderabile scoprire che cosa Bert avesse voluto dalla
signora  Dobbs,  e  poich il signor Goodwin poteva servirmi per altri
incarichi,  ho telefonato a Saul Panzer e l'ho mandato a Poughkeepsie.
David non aveva saputo indicarmi il nuovo indirizzo della donna,  e il
signor Panzer ha perso un po' di tempo per rintracciarla.
Erano quasi le dieci quando  arrivato  alla  casa  dove  la  signora
Dobbs  abita ora presso una figlia sposata.  Come si  avvicinato alla
porta,  questa si  aperta  e  ne    uscito  un  uomo,  il  quale  ha
affrontato  Saul  domandandogli chi cercasse.  Come sapete,  il signor
Panzer ha un acume finissimo  ed    la  discrezione  in  persona.  Ha
risposto che cercava Jim Heaton, avendo saputo che cos si chiamava il
genero della signora Dobbs, e l'altro ha tirato via per la sua strada.
Pi  tardi,  nel  farmi  il  suo  rapporto,  il  signor Panzer me l'ha
descritto, e i connotati erano quelli di Vincent Tuttle. Sono entrambi
nel mio ufficio,  ora,  e il signor Panzer pu identificare il  signor
Tuttle come l'uomo che ha visto uscire da quella casa ieri sera.
Wolfe si gir. Saul?
S, signore. E' lui, senza dubbio.
Signor Tuttle, desiderate dire qualcosa?
No.
Saggia  risposta,  credo.  Wolfe  torn a rivolgersi a me.  A capo.
Prima di dettare il  paragrafo  precedente,  ho  domandato  al  signor
Tuttle dov'era ieri sera,  e ha rifiutato di dirmelo. Accludo anche un
riassunto della conversazione del signor Panzer con la signora  Dobbs.
Devo  riconoscere  che  ben lungi dall'essere conclusiva.  La signora
non ha voluto dire il nome dell'uomo che era appena uscito di l.  Non
ha  voluto  divulgare  lo  scopo  della visita che le aveva fatto Bert
Fyfe. Non ha voluto dare alcun particolare sugli eventi di quella sera
d'inverno di venti anni fa.
Alcune congetture,  naturalmente,  saltano  all'occhio.  L'alibi  che
Tuttle diede a Bert era falso,  e Bert non os invalidarlo? La signora
Dobbs sa che era falso?  Fu Tuttle a lasciare la pensione,  in  quella
serataccia di tempesta,  e non Bert,  e la signora Dobbs lo sa? Tuttle
and a casa Fyfe,  venne ricevuto da Louise,  le  vers  un  sonnifero
nella cioccolata, e pi tardi ritorn e apr le finestre dall'esterno?
Non  lo accuso di questi atti,  ma le domande si pongono da sole.  Non
sono stato ingaggiato per trovare le prove necessarie a incriminare un
assassino,  ma unicamente per decidere se  sia  richiesta  un'indagine
della  polizia,  e  penso  di  s,  per le ragioni gi esposte.  Vi ho
telefonato questa mattina per suggerirvi di chiedere alla  polizia  di
Poughkeepsie  di mettere un uomo a guardia della signora Dobbs e della
casa in cui la signora abita,  e  ho  aggiunto  che  vi  avrei  presto
spiegato perch. Ve l'ho appena detto. A capo.
Molte domande si pongono da sole anche per quel che concerne la morte
di Bert Fyfe.  Tanto per fare un esempio,  se dobbiamo ritenere,  come
sembra,  che Vincent  Tuttle,  temendo  d'essere  smascherato  per  un
crimine precedente,  abbia nuovamente deciso di aiutare la polmonite a
spedire un uomo al Creatore, servendosi questa volta di ghiaccio secco
invece che di finestre aperte, perch lasci il sacchetto di carta nel
frigorifero,  presumibilmente con il gelato ancora dentro?  Forse  non
sapeva che in dispensa c'era lo sportello di una pattumiera; e quando,
la  domenica  pomeriggio,  se  n'  accorto,  ha aspettato l'occasione
opportuna per buttar via il tutto.
Quanto al ghiaccio secco esso non lascia tracce,  purtroppo;  ma  gli
esperti  potranno  fornirvi  elementi utili,  come hanno fatto con me.
Naturalmente,  i pezzi di ghiaccio secco  non  sono  stati  introdotti
nelle  borse  di  gomma;  le  borse  vuote  sono servite unicamente da
isolante,   per  impedire  al  ghiaccio  di  venire  in  contatto  con
l'epidermide.  Probabilmente,  gli esperti potranno dirvi quanto tempo
impiegano  dei   pezzetti   di   ghiaccio   secco   per   vaporizzarsi
completamente, ma non  un punto essenziale, dato che il signor Tuttle
era  l  nell'appartamento e pu avere avuto facilmente la possibilit
di far sparire i residui,  se ve n'erano,  prima che Paul scoprisse il
cadavere.  Questa  ricerca,  e  altre  pertinenti le lascio a voi.  Ho
assolto l'incarico  avuto  e  confido  che  non  riterrete  necessario
consultarmi ulteriormente.
Wolfe  appoggi  le  palme  aperte  sui  braccioli e pass in rassegna
l'uditorio.  Ecco disse.  Non volevo dirlo  a  voi  ed  essere  poi
costretto  a  ripetere  tutto  da  principio  per  l'ispettore Cramer.
Nessuna domanda?
David era accasciato nella poltrona rossa,  a testa china,  gli  occhi
fissi  sul  pavimento.  Alla  domanda di Wolfe,  sollev lentamente la
testa e guard gli altri,  uno per uno.  Poi,  si costrinse a fatica a
parlare.
Non  so  proprio  che  cosa  dire.  Ho sempre pensato che Bert avesse
ucciso nostro padre. Ho sempre pensato che l'alibi fornitogli da Vince
fosse falso,  che Vince avesse mentito per salvare  Bert,  ma  ora  ho
capito.   Senza   quell'alibi,   Bert   probabilmente   sarebbe  stato
condannato, perci  stato la sua salvezza, ma ha salvato anche Vince.
Naturalmente,  Bert sapeva che era falso,  sapeva che lui e Vince  non
erano  stati  insieme  per tutta la sera;  ma,  se l'avesse detto,  se
avesse detto che Vince era uscito,  avrebbe distrutto anche il proprio
alibi,  e questo non osava farlo... e poi lui non sapeva che era stato
Vince a uccidere nostro padre.  Forse ne aveva il sospetto,  ma non lo
sapeva.  Ora  capisco  tutto.  Capisco  perfino  la  parte avuta dalla
signora Dobbs. Aggrottava la fronte.  Sto cercando di  ricordare  la
sua testimonianza. Disse che non li aveva sentiti andar fuori, nessuno
dei due, ma probabilmente aveva sentito, e sapeva anche chi era uscito
dei due; ma se avesse detto d'aver sentito uno dei due uscire di casa,
avrebbe  rovinato l'alibi di Bert,  e lei stravedeva per Bert,  mentre
non aveva mai avuto simpatia per nostro padre.
Forse voleva aggiungere qualcos'altro,  ma cambi idea;  si alz e  si
gir verso il fratello: Era questo che volevi dimostrare, Paul? Erano
questi i tuoi sospetti?.
Ma no,  maledizione scatt con asprezza Paul.  Sai benissimo di chi
sospettavo,  e anche Wolfe ha  ragione  sulla  faccenda  del  ghiaccio
secco...  balz  dalla  sedia  e  si  gir per guardare Johnny Arrow,
...perch   non   potrebb'essere   stato   lui?   Aveva   la   chiave
dell'appartamento.  Non ho mai detto di sapere come aveva fatto.  E...
lasciami stare!
David gli si era avvicinato e l'aveva afferrato per un braccio,  tanto
che,  per  un secondo,  pensai che Paul stesse per colpire il fratello
maggiore; ma evidentemente David lo conosceva meglio di me.  David non
diceva niente, ma non aveva nessun bisogno di parlare. Si limit a non
mollare  il braccio di Paul,  a pilotare il fratello dietro la fila di
sedie e a sospingerlo verso il corridoio.  Scomparvero e Saul and  ad
accompagnarli alla porta.
Non ho nessuna domanda. Il dottor Buhl si alz, guard i Tuttle, poi
Wolfe.  Mio Dio, dopo vent'anni. Avete usato una frase, "Una finestra
per la morte". Voi ne avete spalancata una,  non c' che dire. Guard
di nuovo la signora Tuttle. Louise, ti ho avuta in cura da quando sei
nata, si pu dire. Ti senti bene?
Sto  benissimo.  La  voce  acuta e sottile di lei si sforzava di non
essere un lamento. E non ci credo, non credo una parola.
Buhl fu l l per ribattere qualcosa,  ma poi prefer tacere e  se  ne
and.  Wolfe  parl ai due coniugi,  possessori di una bella farmacia.
Se non avete domande potete andare anche voi.
Louise,  addentandosi il labbro  inferiore,  tir  il  marito  per  la
manica.  Lui  trasse  un profondo respiro,  le appoggi una mano sulla
spalla,  poi si tir su dalla sedia e anche  lei  si  alz.  Fianco  a
fianco  si diressero alla porta,  e lasciai che li accompagnasse Saul.
Quando anche loro scomparvero,  Wolfe  diresse  lo  sguardo  verso  la
coppia  seduta  in seconda fila e domand in tono brusco: Ebbene?  Ho
forse macchinato contro di voi?.
Mi caschi il naso se non  si  tenevano  per  mano,  e  continuarono  a
tenersi  mentre  si  alzavano  e si avvicinavano alla scrivania.  Sono
capacissimo anch'io  di  tenere  una  ragazza  per  mano,  ma  non  in
pubblico. Anne aveva l'aria di chi vorrebbe piangere ma  decisa a non
farlo.  Fortuna  che  era  la  sinistra  di  Johnny,  quella  che  lei
stringeva, perch l'altra lui voleva usarla. Quando si fermarono al di
l della scrivania lui tese il braccio verso Wolfe  e  disse:  Qua  e
lasci che gliela stringa forte.

Una  cosa  vorrei spiegare.  Dato che Johnny e Anne non avevano alcuna
parte in commedia, perch Wolfe mi aveva detto di invitarli? Non avevo
bisogno di domandarglielo. Lo conosco. Un assegnino di mille dollari 
un compenso un po' striminzito per un lavoro come quello,  smascherare
un  assassino,  e  se Johnny Arrow fosse stato presente e avesse visto
con quanta abilit e chiarezza l'uomo che aveva ucciso  il  suo  socio
veniva  messo  con  le  spalle al muro,  forse sarebbe stato incline a
mostrare la sua ammirazione con l'offerta di un  pezzetto  di  uranio.
Era  quella  l'idea,  senza  dubbio,  e  per alcune settimane,  quando
sfogliavo la posta del mattino,  stavo bene attento a vedere se non ci
fosse una busta con il francobollo canadese.
Ma non arrivava mai, e alla fine smisi di aspettarla.
Ma  la  settimana  scorsa,  quattro  giorni  dopo  che la giuria aveva
dichiarato Vincent Tuttle colpevole dell'omicidio di primo  grado  del
padre  di  Bertram  Fyfe - l'accusa aveva deciso di processarlo per il
primo omicidio, perch il verdetto era pi sicuro,  specie dopo che la
signora  Dobbs  ebbe  vuotato  il  sacco - ecco arrivare una busta con
l'intestazione Fyfe-Arrow Mining Corporation, Montreal,  in un angolo;
e  quando  l'aprii,   e  vidi  l'ammontare  dell'assegno,  inarcai  le
sopracciglia fin dove era possibile farlo.
Proprio un bel blocco d'uranio.
Non c'erano lettere d'accompagnamento,  ma era  comprensibile.  Johnny
non  aveva  tempo di scrivere lettere.  Era troppo occupato a mostrare
alla moglie come si conducono le ricerche minerarie.
...
FINE.